Campania fuori dal Piano di Rientro Sanitario: ora l’obiettivo è spendere bene
Ieri 27 marzo 2026 il Ministero della Salute ha formalizzato l’uscita della Regione Campania dal “Piano di Rientro Sanitario” che è durato quasi venti anni imponendo vincoli stringenti a partire dal 2007 e con la fase del commissariamento terminata solo parzialmente negli anni scorsi. Il risultato è che oggi la Campania recupera la sua piena “autonomia gestionale e finanziaria“. L’annuncio dell’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sul conseguimento di questo importantissimo obiettivo svela però anche un retroscena di natura squisitamente politica: la Regione rivendicava, numeri alla mano, l’uscita dal piano di rientro sin dall’anno scorso scontrandosi però con la contrarietà del Ministero della Salute a voler riconoscere a De Luca il conseguimento di questo risultato.
Tant’è che ne è scaturito un contenzioso legale che, obiettivamente parlando, aveva il solo scopo di non riconoscere la validità della politiche poste in essere dalla gestione-De Luca per interessi politici convergenti del governo nazionale e dello stesso PD che aveva ingaggiato un scontro frontale con De Luca per impedirgli, come di fatto è avvenuto, la candidatura per un terzo mandato.
Gli interessi della politica hanno prevalso su quelli dei cittadini-utenti della Campania, ma anche degli stessi operatori sanitari. Oggi il neo presidente Roberto Fico e la sua maggioranza possono vantare un risultato così importante che rivoluziona la politica sanitaria campana perché è stato certificato che la Regione ha raggiunto due obiettivi fondamentali: l’equilibrio di bilancio strutturale con la capacità di finanziare la spesa sanitaria ordinaria con le risorse ordinarie senza generare nuovi disavanzi; l’adempimento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) col superamento della soglia minima di garanzia nelle prestazioni erogate ai cittadini.
Termina così l’affiancamento, cioè decade il regime di monitoraggio costante da parte del tavolo composto dal Ministero dell’Economia e dal Comitato LEA. Quindi la Regione non deve più sottoporre ogni singolo atto programmatorio all’approvazione preventiva dei ministeri e riacquista velocità dell’azione amministrativa.
In pratica si ha lo sblocco del turnover con un piano straordinario di assunzioni, la stabilizzazione dei precari che abbiano 18 mesi di servizio colmando così il grave deficit di personale sanitario (medico e paramedico) che ha condizionato pesantemente l’erogazione dei servizi al pubblico. I cittadini potranno ottenere anche una riduzione fiscale che era stata imposta per rientrare dallo spaventoso debito accumulato di oltre 5 miliardi di euro.
Da oggi la Regione è chiamata a “spendere bene” mettendosi alle spalle la stagione del “non spendere” perché l’obiettivo primario che la regione e i manager sanitari dovevano perseguire era quello del risanamento del debito.
Se consideriamo che in tutto questo lungo periodo di “sacrifici” si è dovuto fare i conti anche con l’emergenza-covid si può capire sia l’impegno profuso dal management sanitario campano, sia il sacrificio cui sono stati costretti i cittadini privati di servizi essenziali e di un accettabile livello di assistenza sanitaria per uscire da questa grave criticità del sistema sanitario campano.
Da oggi si volta pagina e per il Presidente Fico si tratta di centrare obiettivi di primaria importanza, a cominciare dall’attuazione del piano ospedaliero varato dalla precedente amministrazione regionale e che rappresenta una dote tecnica che ne agevola assolutamente l’operato mobilitando risorse e nuove energie professionali e dotando le strutture di personale sufficiente a elevare la qualità generale dell’assistenza medica ospedaliera.
Per la nostra Penisola Sorrentina si tratta infine di uscire dagli equivoci che fino a oggi hanno pesantemente condizionato lo sviluppo di una sanità moderna e soddisfacente per residenti e turisti. Si definisca una volta per tutte il riassetto della rete ospedaliera e in particolare la questione del nuovo ospedale a Sant’Agnello, senza mistificare la realtà com’è avvenuto col comunicato emesso dal comune di Sant’Agnello all’indomani del vertice dei sindaci peninsulari con il Presidente Fico – chiesta la delocalizzazione dell’ospedale in altra sede – e che è stato ufficialmente e clamorosamente smentito l’altro giorno in consiglio comunale dal sindaco di Piano di Sorrento Salvatore Cappiello rispondendo a un’interpellanza presentata dall’opposizione.
Sulla sanità non si possono ingaggiare lotte personali, bisogna guardare all’interesse generale e non perdere quelle opportunità che, diversamente, non si ripresenteranno più. Residenti e turisti devono poter contare su strutture e tecnologie avanzate, un servizio efficiente, professionalità acclarate in tutti i settori. Solo così si esce dal pantano in cui si è finiti e di cui tutti si lamentano.
L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE VINCENZO DE LUCA

“Apprendiamo che finalmente il Ministero della Salute ha preso atto dell’uscita della sanità campana dal piano di rientro. Da oltre dieci anni il bilancio della sanità campana era in attivo insieme con solo altre tre regioni d’Italia. Erano stati raggiunti tutti gli obiettivi previsti dalle leggi dello stato in relazione alle tre aree mediche sottoposte a valutazione (quella ospedaliera, quella territoriale e quella della prevenzione).
Dopo aver avuto i risultati più importanti d’Italia nella battaglia contro il Covid, nella quale la Campania ha registrato il numero più basso di decessi in Italia rispetto alle popolazione; dopo aver raggiunto tempi di pagamenti da primato nazionale, dopo aver raggiunto obiettivi straordinari nella dotazione delle tecnologie più avanzate, si è finalmente preso atto della realtà, superando vergognose discriminazioni politiche indegne di un paese civile. Sarebbe stato doveroso prendere questa decisione già da mesi.
Abbiamo avuto a luglio e poi il 4 agosto un confronto duro con i responsabili della programmazione del ministero nel corso di incontri nei quali il responsabile della programmazione sanitaria ha balbettato vergognosamente non avendo la dignità di fare riferimento a nessuna legge che consentisse il mantenimento in piano di rientro.
Per questo motivo abbiamo dovuto fare ricorso al tribunale amministrativo della Campania perché fosse rispettata la legge dello Stato e rispettato il diritto della Campania di uscire dal piano di rientro. Soltanto dopo il riconoscimento del Tar si sono decisi ad adottare comportamenti civili.
Dunque da un anno e mezzo erano stati raggiunti tutti gli obiettivi: a settembre abbiamo dovuto presentare il ricorso al Tar, contro la violazione di legge operata dal Ministero. Il Tar lo ha accolto con sentenza del 14 novembre. Dunque il Ministero non ha fatto altro che adeguarsi alla sentenza del tribunale amministrativo. Questo è tutto.
Ringrazio di cuore le centinaia di medici, infermieri amministrativi e tecnici che ci hanno consentito prima di uscire dal commissariamento, e poi di arrivare alla conclusione di tutto il percorso. Ora occorrerà andare avanti, verso nuovi obiettivi di eccellenza, a cominciare dalle Case di comunità, e sempre maggiore qualificazione della sanità regionale“.
L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO

“Esprimo piena soddisfazione per l’uscita dal Piano di rientro della Regione Campania, un risultato a cui abbiamo lavorato con grande dedizione e impegno sin dall’inizio del nostro insediamento. È una notizia importante per tutta la nostra comunità: per i cittadini, per gli operatori della sanità, il personale medico e paramedico, per tutto il settore sanitario.
La decisione adottata dal Ministero della Salute permette, infatti, all’Amministrazione di tornare a una regolare e ordinaria gestione della Sanità. Questo significa poter programmare investimenti, assumere personale, ammodernare strutture e tecnologie, rafforzare nel suo complesso il sistema sanitario.
È un risultato straordinario che è stato possibile raggiungere grazie al lavoro puntuale e intensivo svolto dalla Direzione Generale della Tutela della Salute che negli ultimi mesi ha consentito alla Regione di compiere quell’ultimo, decisivo passo necessario al conseguimento dell’obiettivi fissati dalla programmazione sanitaria nazionale, in prosecuzione del lungo lavoro portato avanti dall’amministrazione precedente. A tutti loro va il nostro ringraziamento per il pieno allineamento del sistema sanitario regionale alle direttive ministeriali.
Negli ultimi mesi ho avuto un confronto costante e costruttivo con il Ministro Schillaci nello spirito di una leale collaborazione istituzionale nell’interesse della collettività. Un’interlocuzione proficua che ha consentito di completare in breve tempo il percorso avviato in precedenza e di superare di fatto il contenzioso pendente. Ringrazio il Ministro e gli uffici del dicastero per l’attenta cooperazione di queste settimane.
L’uscita dal Piano di rientro non è un punto di arrivo. Ci sprona a lavorare con rinnovata e sempre maggiore dedizione e senso di responsabilità per risolvere le criticità che tuttora esistono nella sanità e per potenziare il sistema, e in particolare la rete della medicina territoriale, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni della comunità”.