Sorrento

Il monito del vescovo Mons Francesco Alfano ai Sorrentini: scacciamo il demonio della corruzione

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Sono parole forti, chiare quelle che Mons. Francesco Alfano, arcivescovo della diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, ha pronunciato questa mattina nell’omelia al termine della processione in onore del santo patrono della città Antonino.  «Scacciamo il demonio. Il demonio dell’egoismo, il demonio dell’indifferenza, il demonio dell’ingiustizia, il demonio della corruzione. Le nostre città sono piene di corruzione, poi ci scandalizziamo quando scoppia il caso. Ma ci siamo tutti un po’ dentro. Quando ci serve la accettiamo, poi puntiamo il dito». Un chiaro invito alla comunità a bandire le logiche della corruzione, non solo, ma a rifiutarle quando la corruzione può servire a soddisfare un proprio interesse.

Mons Alfano è andato al cuore del problema in una città che è stata schiacciata dall’onta della crisi amministrativa per il grave scandalo giudiziario che l’ha investita circa 8 mesi fa, quando si stavano celebrando i 1400 anni dal “transito” del Santo, nell’anno giubilare, con una serie di cerimonie religiose e iniziative culturali di ampio respiro che hanno subìto l’inevitabile stop (almeno quelle promosse dal Comune) per i noti fatti con cui la città, a volerla dire tutta, non ha ancora fatto i conti, nel senso di un’autocritica che le poche, ma chiarissime parole del Vescovo hanno sollecitato quale condizione per guardare con occhi nuovi e animo nuovo al presente e al futuro della comunità. Ci si faccia un esame di coscienza prima di puntare il dito, l’appello di Mons Alfano, perchè la corruzione ha tante facce e tante forme per cui non possiamo considerarla limitata ai contesti pubblici in cui si manifesta.

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