Il Commissario Scialla “accende i riflettori” sulla Fondazione Sorrento

La delibera_consiliare approvata dal Commissario Straordinario Prefetto Rosalba Scialla sulla Fondazione Sorrento merita di essere valutata a prescindere da interessi di parte, ma entrando nel merito di alcuni importanti rilievi dalla cui definizione non possono che trarne benefici la stessa Fondazione, il Comune di Sorrento e di riflesso la cittadinanza sorrentina che, attraverso il Comune, concorre economicamente a sostenere le attività del sodalizio presieduto dall’armatore Gianluigi Aponte e amministrato dall’avv. Gaetano Milano. In primis va detto che tale atto non è frutto di una decisione estemporanea, ma scaturisce da un approfondito esame svolto dal Commissario nell’ambito del monitoraggio generale sulle attività dell’Ente cui è stata preposta e che è tenuta ad adempiere nell’interesse del Comune. La prima verifica ha riguardato la gestione del bilancio comunale con i correttivi significativi che sono stati apportati, quindi i debiti fuori bilancio che rappresentano una prassi consolidata quanto non corretta di gestione delle risorse pubbliche per cui sono state disposte accurate verifiche tecniche, gli affidamenti di lavori pubblici e progettualità anche al centro di inchieste giudiziarie e così via.
Insomma il Commissario sta facendo il suo dovere dopo i gravi fatti che hanno portato allo scioglimento del Comune nel maggio scorso. Le “attività esternalizzate” ma congruamente sostenute finanziariamente dal Comune, e fra queste c’è anche la Fondazione Sorrento, sono soggette ad analoga verifica e la delibera adottata dal Commissario va esattamente in questa direzione: il che non pregiudica il futuro del sodalizio, ma come ogni istituto che gestisce risorse e patrimonio pubblico è tenuto a osservare leggi e regole sottoponendosi anche ai relativi controlli.
Esiste in capo alla pubblica amministrazione il potere di esercizio del “controllo analogo” che dev’essere svolto dagli organi dell’ente, nel caso dal consiglio comunale, sulle società partecipate da parte degli enti pubblici titolari di quote sociali. In che cosa consiste questo controllo analogo? Nel controllo di regolarità amministrativa, nel controllo di gestione, nel controllo strategico, nella valutazione della dirigenza. Di tale attività in capo al consiglio comunale non se ne parla per la prima volta oggi, ma già nel corso dell’amministrazione-Coppola c’è stato chi ha sollevato il problema di doversi ottemperare a questo obbligo che vale per tutte le società partecipate dal Comune. La Fondazione ha chiesto la liquidazione del contributo di 250mila euro previsto dal Comune e il Commissario, che ha in corso il controllo su tutte le attività comunali, ha legittimamente esercitato il ruolo che le compete. Piuttosto il problema sarebbe sorto se si fosse astenuto dal farlo.
Si tenga presenta che la mega-inchiesta giudiziaria sul Comune di Sorrento non è ancora chiusa e quindi oltre alle verifiche da parte degli inquirenti su molteplici settori e attività dell’ente anche chi è preposto alla gestione commissariale è tenuto a esercitare il proprio ruolo nel rispetto delle leggi e del mandato ricevuto proprio per bonificare l’ente e mettere in condizione il futuro sindaco e la futura amministrazione comunale (salvo diverse determinazioni si andrà al voto tra maggio e giugno prossimi) di partire col piede giusto su tutti i fronti. L’armatore Aponte, presidente da vent’anni della Fondazione, non ha certo problemi a che si facciano tutti i controlli dovuti considerando che rappresenta il sodalizio e concorrre a finanziarlo con cospicue risorse, come lui altri imprenditori privati. La lettura della delibera commissariale (vedi link in alto) spiega puntualmente tutti gli ambiti di verifiche da svolgersi e quanto prima la Fondazione metterà il Comune in condizione di fare il proprio lavoro, tanto prima si potrà chiudere anche questo capitolo.