Italia,  Massalubrense

Sconcerto per il sequestro dei “Quattro Passi”… ma la storia va conosciuta per intera!

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Ha suscitato, com’era prevedibile, enorme scalpore la notizia del sequestro effettuato dai Carabinieri di Sorrento diretti dal cap. Mario Gioia su disposizione del PM Matteo De Micheli della Procura della Repubblica di Torre Annunziata diretta da Nunzio Fragliasso ai danni del complesso turistico-ricettivo-ristorativo “Quattro Passi” a Nerano di Massa Lubrense di proprietà di Antonio Mellino e della moglie Rita Vinaccia (entrambi indagati). Insieme ai figli Fabrizio (chef) e Raffaele (accoglienza) i Mellino hanno realizzato nel corso di decenni un progetto imponente e ambizioso premiato nel 2024 e 2025 con le tre stelle Michelin, primo e unico ristorante del sud Italia a essere insignito del prestigioso riconoscimento. Il sequestro dell’intera struttura con conseguente sospensione dell’attività in attesa di eventuali ricorsi legali e pronunciamenti giudiziari che, oltre alla proprietà, chiama in causa anche l’Amministrazione comunale di Massa Lubrense, rappresenta un grave danno all’immagine (oltre che agli affari) della famiglia Mellino e della ristorazione d’eccellenza in considerazione del fatto che le stelle Michelin vengono attribuite al locale di cui, ovviamente, chef e staff sono parte integrante e sostanziale per abilità culinaria e qualità dei prodotti. Secondo regolamento il locale deve presentarsi impeccabile dal punto di vista estetico e igienico e non ha valore il suo arredamento, mentre gli ispettori esprimono anonimamente la loro valutazione sulla base di cinque criteri rigorosi e costanti: qualità degli ingredienti, padronanza delle tecniche culinarie, personalità dello chef nei piatti, armonia dei sapori e coerenza nel tempo.

Una voce autorevole del giornalismo enogastronomico, Luciano Pignataro, ha espresso tutto il proprio disappunto per l’accaduto ai “Quattro Passi” evidenziando i danni che, per l’accaduto, derivano a un intero territorio a livello di immagine internazionale e su questo punto siamo daccordo con lui. Cè solo un particolare che bisogna considerare e cioè: chiunque col proprio lavoro e con la propria professione raggiunge traguardi importanti, prestigiosi a livello nazionale e internazionale e che hanno anche una ricaduta sull’intera comunità ha forse qualche obbligo in più da rispettare. Stando a quanto emerso dalle indagini svolte dalla Procura dal 1982 all’ottobre 2025 sono stati realizzati con puntualità annuale una serie di imponenti interventi sul territorio e sulla struttura per i quali sono state presentate domande di condono edilizio. Anche al più sprovveduto degli osservatori non può sfuggire la circostanze che le opere contestate, volendo considerare soltanto quelle realizzate nel 2025 fino a ottobre, sono così eterogenee e impattanti da superare ogni criterio di legittimità urbanistica.

Municipio

Su questo aspetto non possono prevalere altre valutazioni perchè gli abusi edili realizzati non hanno nulla a che vedere con la bontà della cucina stellata, ma appartengono esclusivamente alla sfera dell’imprenditoria edilzia connessa al business turistico. Considerata l’imponenza dell’intervento che, attenzione, non è un caso isolato a Massa Lubrense dove esistono decine di altri casi di abusi edili di medie e grandi dimensioni, è legittimo interrogarsi quali controlli sul territorio sono stati svolti nel corso degli anni dal Comune di Massa Lubrense, dalla Polizia Municipale e in generale della Forze dell’Ordine considerando che interventi del genere non possono passare assolutamente inosservati! Si resta poi sconcertati nel leggere un Avvio del Procedimento pubblicato l’altro ieri per autorizzare una nuova linea elettrica ai Quattro Passi proprio dal Comune di Massa Lubrense a firma del dott. Franco Roberto, indifferente alla circostanza che lo stesso Comune di Massa il 5 gennaio scorso ha emesso l’ordinanza n°3 con la quale contesta la lottizzazione abusiva sospendendo l’attività per 90 giorni. Insomma si renda conto anche Pignataro che il problema non riguarda gli straordinari piatti del buon chef Fabrizio, ma una gigantesca struttura edilizia che con la buona cucina e con la gastronomia d’eccellenza veramente ha poco a che vedere!

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