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A proposito di corruzione…se chiedere e intascare tangenti fa curriculum!

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Non è certamente un bel primato nazionale quello che si è aggiudicato, ad oggi, la Campania per numero di inchieste giudiziarie e indagati per corruzione nella pubblica amministrazione. Nel servizio di Vincenzo Iurillo su Il_Fatto_Quotidiano_09_Dicembre_2025emerge un quadro desolante del livello di degrado che colpisce indistintamente politici di ogni parte politica, dirigenti e funzionari della P.A., sanitari e così via. L’ultimo, vergognoso episodio ha visto coinvolto un illustre primario ospedaliero, il nefrologo Roberto Palumbo del Sant’Eugenio, colto in flagranza di reato con una mazzetta di tremila euro in tasca e una serie di mazzette e regalie ottenute per dirottare i pazienti in dialisi presso i centri amici. Soldi, carte di credito, pagamento di leasing di auto, una casa e uno stipendio alla compagna…Per lui arresti domiciliari, non in carcere! E c’è anche in pizzico di costiera sorrentina in questa storia: un weekend del primario a Vico Equense. Oltre 700mila euro soltanto a carico del titolare di una clinica per essere riammesso nel giro dei ricoveri da cui era stato escluso perché non pagava. Per mascherare i traffici illegali il primario aveva costituito addirittura una società e con una carta di credito si pagava viaggi e comodità di ogni tipo. Vien da chiedersi: ma per pagare tangenti così onerose quanto ci guadagna la clinica dai ricoveri dei pazienti?

Un altro scandalo di queste ore è quello che ha riguardato le tangenti pagate sui contratti di forniture di armi a Israele e qui si viaggia nell’ordine dei milioni di euro e su un pianeta corruttivo internazionale peculiare di chi traffica in armi nel mondo e con l’industria bellica fomenta guerra e morti. Vien da chiedersi se sia ancora possibile recuperare un livello accettabile di onestà nelle classi dirigenti, politiche e burocratiche, perché la sensazione è che questo malcostume faccia invece curriculum per accedere a certi ruoli, per ricoprire certi incarichi, per far parte di certi circoli e ambienti, per alimentare il circuito della malversazione ai danni degli interessi generali! Il problema è che si sta sedimentando nell’opinione pubblica l’idea che, tutto sommato, rubare nell’esercizio di funzioni pubbliche fa parte del gioco e quindi fa molto meno scandalo rispetto a un passato dove il livello di moralità pubblica era sicuramente più elevato e discriminante. E questo si che è un problema serio, molto serio!

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