Sorrento

Il futuro amministrativo di Sorrento si costruisce uscendo dai “soliti schemi” di gioco

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Il dibattito sul futuro amministrativo di Sorrento, forse compulsato da voci interessate a proporsi o a riproporsi sul palcoscenico, stenta a decollare per una serie di motivi che proviamo ad analizzare. Le indagini della Magistratura e della Guardia di Finanza sono tutt’ora in corso e quindi non è stato ancora emesso alcun provvedimento di rinvio a giudizio che sancirebbe la conclusione dell’inchiesta e l’avvio del processo a carico degli imputati. Non si tratta di un aspetto secondario dell’intera vicenda giudiziaria perchè si è parlato di un “sistema” che quindi coinvolge una pluralità di soggetti, pubblici e privati: circostanza che può aprire scenari ancora più complicati e che potrebbero allontanare non di poco il ritorno alle urne. Una scelta, quest’ultima, che compete al Ministero dell’Interno che prima di decidere dovrà avere un quadro chiaro sullo stato dell’arte visto che, per quanto sinora emerso, si tratta di effettuare una vera e propria bonifica ambientale propedeutica alla ripresa di un’ordinaria attività politico-amministrativa.

In questa ottica il ruolo e l’azione del Commissario Straordinario è determinante rispetto alle decisioni che verranno assunte se si vuole veramente rimettere in corsa la città sui giusti binari e con un cambio di passo e di protagonisti dell’azione di governo. Fuor di dubbio è sin qui mancata una vera e obiettiva autoanalisi collettiva di quanto è accaduto, del livello di coinvolgimento in questa malsana gestione della pubblica amministrazione e della conseguente assunzione di responsabilità quanto meno politica da parte di quanti hanno gestito il palazzo anche prima dell’avvento di Massimo Coppola. Di fronte al disastro che si è verificato non si può esaurire il ragionamento in capo alle sole responsabilità dell’ex sindaco, perchè bisogna comprendere qual è stato il ruolo dell’intero ceto politico che ha condiviso con lui l’esperienza amministrativa anche precedente al suo sindacato. Non ci sono quindi soltanto responsabilità di natura penale (quelle le accerta la magistratura), ma di ordine politico assolutamente si e non si possono e non si devono sottacere se si vuole davvero voltare pagina e guardare con fiducia e ottimismo al futuro di Sorrento.

In tutti questi anni sono state troppe le voci silenti e accondiscendenti rispetto a un certo modo di amministrare la cosa pubblica, sono nate consorterie trasversali utili ad alimentare interessi e affari che hanno contaminato il tessuto sociale ed economico cittadino. Ci sono quelli che accusano la stampa di non aver svolto il proprio dovere di “cane da guardia” del potere, ma è la scusa comoda di chi intende nascondere le proprie colpe e responsabilità anche per aver rinunciato a svolgere il ruolo di opposizione, da quella istituzionale a quella sociale, culturale e intellettuale di cui si è persa ogni traccia! Le poche e autorevoli voci che qualche campanello d’allarme l’hanno suonato, anche in epoca non sospetta, non hanno mai trovato terreno fertile in una comunità spasmodicamente protesa a curare soltanto i propri interessi di natura economica e perciò disponibile a chiudere occhi e orecchie su tutto o quasi! I segnali che qualcosa non funzionava, a volerla dire tutta, erano già emersi nella precedente amministrazione, ma c’è stato chi non ha voluto vedere e agire di conseguenza. Ora è possibile recuperare il terreno perduto, ma non riproponendo i soliti schemi di gioco e di ruoli che non producono risultati a non generano un positivo impatto sulla comunità intera.

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