Una crisi politica su cui si ritarda o si rinuncia a confrontarsi sul serio
Che cosa manca in questa stagione politico-amministrativa sorrentina? Sicuramente un dibattito serio su quanto accaduto per comprenderne le cause e individuare responsabilità che quasi mai sono individuali, anche se con sostanziose differenze. La gestione commissariale deve rappresentare – come di fatto appare soprattutto all’opinione pubblica – l’occasione per bonificare un contesto amministrativo da una contaminazione che ne ha in parte compromesso l’integrità pregiudicando il legittimo esercizio di funzioni strategiche per il corretto, puntuale ed efficace esercizio di tutte le attività in capo all’ente comunale. Ovviamente non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, si commetterebbe un grave errore, ma come succede in tutte le “famiglie” in momenti di crisi è necessario fare squadra per accompagnare questo processo verso il naturale sbocco democratico rappresentato dalle elezioni che restituiranno alla città un governo nei pieni poteri.
Quali sono le forze in campo che possono alimentare questo confronto aperto alla comunità sorrentina? Quelle residuali politico-sindacali di cui si avverte la latitanza. In secondo luogo quelle imprenditoriali e della rappresentanza associativa il cui contributo è senza dubbio prezioso per ridisegnare un contesto socio-economico che ponga al centro del confronto tematiche di scottante attualità e interesse per l’intera comunità locale. In una città come Sorrento, se manca questo protagonismo, c’è il rischio che si ritorni ai vecchi e falliti schemi di gioco che possono solo rappresentare un passo in dietro rispetto a quello che c’è in campo: la rinascita politico-amministrativa e socio-culturale di una comunità che ha bisogno di ridisegnare la propria immagine e di scrivere nuove pagine restituendo così alla città il profilo di una storia antica e prestigiosa, ma proiettata sui moderni scenari con nuove energie e lungimiranti progetti da realizzare in chiave di una sostenibilità a 360gradi.
Se invece non si cambia spartito e si riparte dai soliti schemi, dai soliti nomi e dai soliti obiettivi questa stagione commissariale rappresenterà unicamente una parentesi e alla fine una grande occasione perduta. Quando si verifica un evento così traumatico come quello avvenuto a Sorrento nella primavera scorsa e i cui strascichi sono in piena evoluzione, bisogna anche chiedersi perchè è stato possibile che si concretizzasse questo metodo e perchè c’è stato un deficit di anticorpi che ne bloccasse lo sviluppo. E questo, bisogna riconoscerlo, pone sott’accusa anche una parte della comunità sorrentina, e non solo, che certi metodi li ha accettati e condivisi per curare anche i propri interessi.