Housing Sociale: si materializza lo spettro dello sgombero per 38 famiglie

Per le 38 famiglie che occupano gli appartamenti del complesso residenziale “Housing Sociale” si materializza l’incubo dello sgombero a seguito della sentenza della Cassazione che ha respinto anche l’ultimo ricorso col quale si auspicava la sospensiva del provvedimento. Sul fronte giudiziario resta aperta la partita al Tribunale di Torre Annunziata, ma ora il problema concreto per tutti gli occupanti è di trovare un’alternativa prima che venga disposto lo sgombero. Questa vicenda ha visto infrangere il sogno di quanti pensavano di aver risolto il problema abitativo grazie al progetto ideato dall’ing. Antonio Elefante e realizzato con l’autorizzazione dell’Amministrazione Comunale e di un bando pubblico per l’accesso alla graduatoria. Nel febbraio 2020 quando il complesso edilizio doveva essere inaugurato scattava il sequestro da parte della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che ne contestava l’illegittimità complessiva sul piano urbanistico, praticamente una lottizzazione abusiva com’è stato ripetutamente sancito nei diversi livelli di giudizio che hanno scandito questa vicenda. Le famiglie occupanti l’immobile (38 su 55) auspicano una sospensione del provvedimento in attesa dell’epilogo della vicenda giudiziaria anche al fine di poter chiedere un risarcimento dei danni per cui occorre che ci sia un giudizio di responsabilità a carico degli inquisiti.
IL PROBLEMA URBANISTICO E LE PRESUNTE AREE DEGRADATE
Occorre però inquadrare correttamente la problematica al centro della querelle giudiziaria che è di natura urbanistica relativamente alla tipologia dell’area di edificazione e alla sua compatibilità con leggi e strumenti di pianificazione urbanistica vigenti. In questo senso il problema lo ha creato il parere reso dall’avv. Ferdinando Pinto al Comune che appuntava i propri rilievi su possibili contrasti con il Put tanto da raccomandare di attendere l’esito del giudizio pendente in Corte Costituzionale avente ad oggetto la legittimità della deroga fissata dalla legge regionale per il recupero abitativo dei sottotetti, senza tuttavia avvedersi che quel piano-casa violava la stessa normativa regionale. Infatti la l.r. 19/09 prevedeva gli interventi di piano-casa nelle aree urbane degradate. E’ evidente però che degradata urbanisticamente non poteva essere considerata un’area costituita da un agrumeto in zona centrale della Costiera! Un problema che riguarda anche la città di Sorrento con la delibera consiliare del 2023 che ha dichiarato zona urbanisticamente degradata, ex art.23 quattro del Tue, il centro di Sorrento tanto che per rigenerarlo si può parcheggiare nei giardini del centro!