Sant'Agnello

Housing Sociale…uno sgombero annunciato, ma sadico!

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Che l’ordine di sgombero dovesse essere impartito appariva scontato agli stessi occupanti dei 37 appartamenti dell’housing sociale santanellese, ma che venisse notificato imponendo di liberarli entro il 20 dicembre, pena lo sgombero coatto, è subito apparso un provvedimento con una “sfaccettatura sadica” a prescindere dalla legittimità dello stesso conseguente a un iter giudiziario lungo, complesso e per certi aspetti ancora non del tutto chiaro. I mesi concessi alle famiglie sarebbero potuti essere anche tre o quattro visto che è ancora pendente il giudizio penale al cui esito si materializzeranno anche le responsabilità consentendo forse alle famiglie di poter imbastire una procedura di rivalsa tesa a recuperare il denaro investito (o parte di esso) in un’operazione immobiliare rivelatasi praticamente una frode le cui vittime oggi non sanno più a quale santo appellarsi per scongiurare lo sfratto. E forse questa volta il santo davvero non c’è per cui la prospettiva di perdere tutto, casa e denaro, è più concreta che mai.

Dei 53 assegnatari solo 37 hanno scelto di occupare le abitazioni nonostante incombesse sulla loro testa una spada di damocle che purtroppo si è abbattuta con l’ordine di sgombero che prelude alla confisca dell’housing, alias di una lottizazione abusiva per la quale la legge non consente sanatorie. Questo in un paese dove si sana e si condona tutto e di più e che, per certe situazioni come quella santanellese, dovrebbe prevedere un’ipotesi diversa dall’inevitabile demolizione del complesso. Un premio agli abusivisti? No, piuttosto trovare una formula che non aggravi il danno subito da chi ha pieno titolo e diritto ad avere quella casa rispetto a chi questo diritto non ce l’ha secondo gli inquirenti. L’aspetto e l’impatto urbanistico, come sancito ai vari livelli di giudizio, sono stati deliberatamente trascurati o manipolati da chi questo progetto l’ha pensato e proposto per la realizzazione al Comune il cui ruolo ha conferito inevitabilmente, ma forse inconsapevolmente, una parvenza di legalità all’intera operazione immobiliare. Questo per gli acquirenti, legittimi o meno, è stata espressione di garanzia sulla leicità del bando e dell’impegno ad acquistare.

Sbattere queste famiglie per strada alla vigilia di Natale è impensabile e probabilmente non fattibile per cui uno slittamento dello sgombero è prevedibile, ma soprattutto auspicabile sul piano umano, aspetto che troppo spesso non ha diritto di cittadinanza nel nostro ordinamento! Il Sindaco Antonino Coppola con la sua maggioranza e anche la minoranza che rappresenta l’amministrazione che quel piano ha varato devono farsi carico di ottenere al più presto una sospensiva del provvedimento, almeno fino alla sentenza del processo che ormai è prossima e nello stesso tempo le famiglie devono adoperarsi per trovare una sistemazione alternativa in considerazione del fatto che l’immobile prima o poi sarà confiscato. Altre soluzioni non si intravedono all’orizzonte per cui fermare la clessidra che scandisce la tempistica dello sgombero è pregiudiziale rispetto a qualunque altro provvedimento, ma nello stesso tempo bisogna convincersi che quest’housing è nata male ed è destinata a finire male!

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