La Coppa America 2027 un grande occasione per una vetrina mondiale di Napoli

L’importante svolgimento della Coppa America 2027 a Bagnoli quali cambiamenti porterà per Napoli e le aree limitrofe? E influenzerà anche l’andamento del turismo tradizionalmente diretto verso la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana? Si riusciranno a completare le opere richieste dagli organizzatori e i progetti messi in campo da Comune, Regione e Ministeri andranno a buon fine? Intanto qualche preoccupazione suscita la richiesta della Soprintendenza al commissario straordinario di Governo (il Sindaco Manfredi) di maggiori informazioni per poter meglio valutare l’impatto ambientale. Non solo per le ristrutturazioni dell’esistente, ma anche per gli interventi provvisori. Il Primo cittadino di Napoli ha proposto un confronto tecnico giustamente preoccupato di eventuali bastoni tra le ruote che potrebbero essere posti dalla burocrazia o magari da qualche associazione ambientalista o qualche magistrato. La storia insegna che dietro l’angolo c’è sempre l’imboscata di chi è si è visto sottrarre parte del potere decisionale; per non parlare del fuoco amico, del livore di chi è stato privato dalla possibilità di partecipare alla appetitosa torta degli appalti ed investimenti vari; insomma la solita solfa! Ma come cambierà Napoli e la sua costa orientale se le lungimiranti opere previste per questo speciale evento riuscissero ad andare in porto?
Sono progetti che riguardano, innanzitutto, la bonifica dell’ intera area da Bagnoli a Coroglio, ma anche la realizzazione di due moderni e spaziosi villaggi per l’accoglienza e per i servizi, di un nuovo ed efficiente porto turistico adeguato anche ai mega-yacht, di nuove scogliere protettive, del miglioramento delle vie di accesso, di tanto verde e tanto altro come una moderna impiantistica sportiva che andrà ad arricchire e potenziare tutto il litoraneo fino a Via Caracciolo. Il Sindaco–Commissario si è spinto oltre assicurando che il mare di Bagnoli ritornerà balneabile e ha reso noto che il Race Village sarà posizionato alla Rotonda Diaz mentre il centro ospitalità sarà ubicato nel magnifico Castel dell’Ovo. Chiaramente sono previste anche nuove strutture ricettive per accogliere i turisti, gli sportivi e gli appassionati degli sport nautici. Una pioggia di milioni di euro di cui beneficeranno non solo le casse comunali e quelle delle aziende che faranno i lavori ma ben anche tutte le attività commerciali, ricettive, della ristorazione e dei trasporti. L’impatto economico complessivo potrà raggiungere 1 ,2 miliardi di euro a cui va aggiunto l’aumento di valore di tutte le aree interessate e il potenziale incremento patrimoniale e commerciale. Secondo l’ Unioncamere si può arrivare fino a 2,5 miliardi di valore aggiunto se si gestiranno, negli anni successivi, al meglio gli investimenti pubblici effettuati . Insomma un affare d’oro. Incrociare le dita è d’obbligo perché il guastatore di turno sicuramente comparirà furtivamente dietro la colmata di Bagnoli.
La vicenda dell’emergenza rifiuti negli anni novanta del secolo scorso docet! Nonostante nelle città non si respirava più, l’invasione dei ratti, i campi sportivi adattati a discarica, la camorra che si arricchiva avvelenando il sottosuolo delle campagne, le scuole chiuse, la fuga dei turisti e malgrado le immagini di Napoli sotterrata dalla “munnezza“ che circolavano in tutto il mondo, per poter ampliare e completare il termovalorizzatore di Acerra si dovette ricorrere a leggi speciali ed all’impiego dell’esercito. Per “onestà intellettuale e purezza di cuore“ non si può tacere che uno degli oppositori era l’attuale candidato del campo largo alla Presidenza della Regione Campania. Al Governo c’era l’ insuperato collezionista di insulti, vituper , di avvisi di garanzia e di ordini a comparire, Silvio Berlusconi e alla Regione l’ex Sindaco di Napoli, l’on. Antonio Bassolino anche lui formidabile collezionista ma di voti, alle elezioni nel 1997 raggiunse il 73% di consensi. I due tennero fermo il timone evitando un immane disastro. Ci fu una tacita intesa, non da tutti digerita, ma che fu fondamentale. Il Vescovo di Acerra la bollò così : “Bassolino e Berlusconi, nell’autorizzare la costruzione del termovalorizzatore ad Acerra, furono come Ponzio Pilato ed Erode: nemici, ma che insieme condannarono Gesù”. Senza essere blasfemi, caro Vescovo, però Gesù fece il miracolo! Chissà come sarebbe finita se quella contestata opera non fosse entrata in funzione? Pure sui lavori per la America ‘s Cup c’è una intesa, anch’essa tacita, tra il Comune di Napoli ed il Governo. La stessa che ha permesso la rinascita di Caivano. Speriamo che abbia ragione l’attuale sindaco PD di Napoli, Gaetano Manfredi quando afferma “che c’è già la testimonianza che abbiamo avuto ragione a concorrere, insieme vinceremo questa grande sfida”.
Del resto il Ministro per lo Sport Andrea Abodi è stato chiaro “abbiamo scelto il posto migliore e Napoli produrrà un impatto socio-economico di oltre un miliardo di euro e sarà un impatto duraturo”. Anche perché alla città saranno lasciate in eredità un grande polmone verde e strutture sportive e di svago che daranno molta occupazione (sempre secondo l’Unioncamere più di dodicimila nuovi posti di lavoro). Se tutto dovesse andare a buon fine la città partenopea segnerà altri progressi in campo turistico e navale che incrementeranno i numeri già da record. Molti turisti saranno influenzati nella scelta della meta della loro vacanza, sopratutto gli appassionati di questo sport e quelli che hanno maggiori disponibilità economiche. E’ successo già nella scorsa edizione di Barcellona dove ci fu una crescita di 460.000 presenze nel periodo dello svolgimento delle gare e successivamente. Per Sorrento e dintorni si possono valutare i pro e i contro. Potrebbe assorbire una parte degli arrivi se Napoli va in overbooking nei momenti cruciali della manifestazione ma nel lungo tempo vedrà spostarsi una ulteriore fetta di clientela verso questi nuovi attrattivi luoghi. Ad onor del vero la perdita di clientela non viene solo dalla concorrenza di una località vicina meglio messa e con più allettanti occasioni ricreative ma nel caso della Penisola Sorrentina dall’eterno, drammatico, irrisolto problema della circolazione su gomma, dalle deficienze e dalla storica arretratezza della linea ferroviaria, dalla mancata occasione di una Unione dei Comuni in grado di alzare lo sguardo oltre i ristretti recinti delle cinque (sei) municipalità.
Per di più siamo ancora in attesa di conoscere i riflessi sull’attività dell’accoglienza e dei viaggi determinati dalla crisi finanziaria, politica e socio-economica del tradizionale mercato franco-anglo-tedesco. C’è, poi, un’altra verità, squisitamente politica, che non piace alla classe amministrativa locale: da soli non si conta niente, addirittura spesso si ci intralcia e si ci divide per stupidi motivi di campanile o antipatie personali. Insomma manca una rappresentanza politica autorevole con voce in capitolo sia a livello regionale che nazionale. Qui nella Terra delle Sirene dobbiamo amaramente prendere atto che la politica non produce più talenti (nel senso di una “figura “ capace di rappresentare con forza e competenza tutta la Penisola Sorrentina) e che la manna caduta dal cielo per decenni (esclusivamente per merito della mano benefattrice e felice del Supremo Artefice e per la sagacia degli avi) ha completamente assorbito ed oscurato ogni aspirazione alla valorizzazione, conservazione, salvaguardia della bellezza ambientale e della mitica memoria Patria e ha demolito ogni proposito e qualsivoglia impegno per la custodia e per la cura dell’armonia e della grandezza della natura e la preservazione dei ricordi storici, materiali ed immateriali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’identità culturale e storica è andata “a farsi benedire“ già da tempo. E quando non si sa che pesci prendere si ricorre ad argomento che in passato sono stati scansati, come quello della necessità di unire tutte le realtà municipali peninsulari e far fronte comune per uscire dall’impasse e affrontare con maggior forza politica le sfide che ci sono davanti.