Italia

Quella solidarietà a Ranucci troppo ipocrita per essere apprezzata!

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Oggi a Roma si svolge la manifestazione di solidarietà a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, oggetto di un terribile attentato con un chiaro intento intimidatorio e che solo per miracolo non ha provocato vittime (in particolare la figlia del giornalista). In queste ore la Magistratura sta verificando tutte le possibili ipotesi sulle responsabilità del gesto criminale che ha fatto suonare un campanello d’allarme sui rischi sempre più incombenti su Ranucci e sulla sua Redazione e su quei pochissimi giornalisti che ancora svolgono inchieste scottanti ledendo gli interessi di lobby, malavita e politica spesso conniventi. Gli inquirenti seguono una pista albanese e hanno acceso i riflettori sul criminale Artur Shehu, residente a Miami, e sulla puntata di Report dedicata alla realizzazione dei centri migranti in Albania che potrebbe essere all’origine dell’attentato.

Le testimonianze di solidarietà a Ranucci sono venuto dai vertici dello Stato, dal Presidente Mattarella a Giorgia Meloni e a seguire dagli altri esponenti istituzionali, di governo e di partiti che hanno stigmatizzato l’episodio esaltando il ruolo della libera stampa. Sotto questo aspetto, va però detto, si è consumata l’ennesima ipocrisia di un potere trasversale per nulla rispettoso del lavoro di una certa stampa non assimilata al sistema e che anzi la contrasta con tutti i mezzi, in particolare con denunce e richieste di risarcimenti milionari col solo intento di chiudere la bocca a chi ancora osa affrontare certi argomenti che provocano grande imbarazzo soprattutto alla politica, nei fatti per nulla solidale con Ranucci, anzi tutt’altro! A che serve questa sceneggiata se non ad alimentare uno storytelling fasullo se non si rimuovono gli ostacoli che si frappongono tra il libero esercizio della professione giornalistica e il confronto democratico su chi ricopre responsabilità pubbliche ed è tenuto a dar conto del proprio operato?

Quest’attentato lascia aperti troppi dubbi sui veri mandanti o su chi ha semplicemente ispirato un’operazione che avrebbe potuto avere esiti devastanti se avesse provocato qualche morto! Sulla vicenda albanese i conti non tornano, anche quelli relativi alla spesa milionaria sostenuta dal Governo per realizzare quei centri inutili e illegittimi per la detenzione di migranti! Queste risposte se non le trova la Magistratura c’è il rischio che Ranucci&C le scovino e le rendano pubbliche insieme a tutti gli altri loschi affari cui purtroppo non è estranea una certa politica! Da qui il segnale fortemente intimidatorio che è stato mandato con la bomba. C’è ancora più bisogno di capire e di scoprire, di conoscere le ragioni anche di altre situazioni che non si vuole che vengono scoperchiate, come per esempio l’inchiesta della Commissione Antimafia trasformatasi nel tentativo di estromettere due ex magistrati, Scarpinato e De Raho, perché il loro contributo potrebbe svelare quello che dev’essere occultato ad ogni costo su stragi e depistaggi di stato. Un’Italia così può reggere e sopravvivere agli sciacalli che la stanno divorando dall’interno? ViC

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