Italia

Crisi internazionali e turismo sorrentino

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di Luigi Poi

Emmanuel Macron

La crisi politica–economica della Francia e le difficoltà della ex locomotiva tedesca e del Regno Unito possono comportare conseguenze sui flussi turistici da secoli diretti verso l’Italia? La Penisola Sorrentina ne sarà coinvolta? Il tradizionale serbatoio di viaggiatori diretti verso Sorrento e dintorni sarà negativamente condizionato dallo stallo delle grandi economie europee? Per la verità per la Francia più che di uno stallo bisogna registrare una vera e propria crisi che ha portato alcuni analisti economici a parlare di sorpasso dell’Italia e alcuni analisti politici a manifestare preoccupazioni per la stessa stabilità democratica della Nazione di Napoleone Bonaparte e Charles de Gaulle. Si paventa anche il rischio che una nuova ma più veemente stagione di “gilet gialli“ (questa volta più politicizzata) paralizzi le piazze sconvolgendo l’ordine pubblico e il decorso democratico della vita politica. Ma quali sono i problemi? Secondo il Sole 24 Ore del 27 agosto gli investitori stranieri che hanno sempre finanziato il costosissimo stato sociale francese si stanno allontanando intimoriti da un incremento senza precedenti del debito pubblico, passato in dieci anni  (2014-2024) da 1.024 miliardi di euro a 3.305 miliardi (nel primo trimestre del 2025 era già salito a 3.345 miliardi euro), pari al 113% del PIL. Insomma Macron l’ha combinata grossa! Addio Grandeur! Le Figaro ha titolato “Sull’orlo del precipizio“ una recente indagine sulla instabilità economica e politica francese invocando forti tagli alla spesa pubblica. Anche il The Wall Street Journal: “E’ la Francia il nuovo malato d’Europa“. “Nel 2025 la Francia avrà un deficit primario pari al 3,7% del PIL ed un deficit da interessi pari all’1,8% . Cioè due deficit simultaneamente (Marco Fortis. economista e docente universitario)“.

Insomma grossi guai in vista (con l’aggravante di acuita gelosia per chi come l’Italia va spedita) anche perché è oramai evidente che il governo Bayrou non regge e forse è al capolinea. E, se la Francia non ride più, se la passa male anche la Germania, dove la crisi trae principalmente origine nell’eccesso dei costi per l’impatto della transizione verde, nello shock energetico anche a causa della guerra in Ucraina, nel rallentamento della produzione industriale, nelle difficoltà dei servizi a causa dell’aumento dell’IVA. Per di più il Financial Times sostiene che oramai il buco nel fondo pensionistico ha raggiunto quota 30 miliardi. Quello che accumuna queste due economie è il sempre più rilevante peso della gestione dei flussi emigratori e della costosissima gestione dell’accoglienza e dell’assistenza in uno con l’aggravarsi dell’ordine pubblico e delle problematiche legate alla sicurezza personale dei francesi e dei tedeschi. E’ la stessa situazione dell’Inghilterra, in passato esempio di perfetto funzionamento dello stato sociale, che per l’eccessiva presenza di emigranti ora rischia grosso (anche una semplice visita presso i medici di famiglia deve essere prenotata ed i tempi di attesa sono lunghi). E non sono solo cavoli loro perché il settore turistico italiano inevitabilmente risentirà della crisi di queste tre nazioni con una forte riduzione della domanda a seguito della minore capacità di spesa dei cittadini in Francia oramai si parla apertamente dell’introduzione di una pesante imposta patrimoniale e in Inghilterra Rachel Reeves, Ministro del Tesoro – Cancelliere dello Scacchiere è in grossa difficoltà e se ne paventano le dimissioni.

Mentre ha già lasciato la vice primo ministro, Mrs. Rayner, in quanto ha evaso le imposte su una transizione immobiliare (tutto il mondo è paese). Insomma non se la passano bene visto che il governo sente il fiato sul collo della protesta dei cittadini propriamente “british”. Insomma un quadro obiettivamente non positivo per l’incoming turistico sorrentino. Per il momento i numeri reggono e secondo Il Mattino ci sarebbe addirittura “un boom di turisti giovani“ proprio da queste tre nazioni. Affermazione non confermata dalla statistica, infatti viene specificato “visivamente passeggiando per la città“. Inglesi, tedeschi, francesi hanno sempre rappresentato la linfa vitale dall’era del viaggiatore colto all’affermazione del turismo di massa. Gli operatori più avveduti sanno che è venuto il momento di guardare ad altri mercati come bene stanno facendo le industrie agroalimentar , della moda della meccanica specializzat , dell’enologia ch , a seguito dell’aumento dei dazi Us , si stanno orientando verso i mercati orientali o altri che erano considerato minor . Dei circa 88 milioni di viaggiatori internazionali arrivati in Italia nel 2023 il 69,2 % proveniva dalla “vecchia“ Europa di cui il 14,6% dal mercato tedesco ed il 13,% da quello francese. Da tener in buon conto anche che francesi e tedeschi sono quelli che registrano una presenza di almeno quattro giorni, gli Inglesi arrivano a sette giorni mentre i pernottamenti degli americani e degli orientali che non vanno oltre i 3 giorni (Info Mercati Esteri – Osservatorio economico – 4/1/24).

Qualora si confermasse il funebre presagio della caduta economica della Francia e delle sempre maggiori difficoltà della Germania e dell’Inghilterra, assisteremo alla fine dell’over tourism e della conseguente litigiosità tra gli abitanti della Terra delle Sirene? Ma dovremmo in questo caso rassegnarci ad una caduta del PIL peninsulare, ad un aumento della disoccupazione e a minori entrate fiscali. Come contropartita molte case potrebbero ritornare a disposizione della cittadinanza e si realizzerebbe l’auspicio di chi vuole usufruire di servizi più accessibili e meglio curati. Troveremo parcheggio più facilmente spiagge più accessibili, strade non bloccate dal traffico e respireremo aria più pulita? Forse ma non nelle ore serali e nel fine settimana quando impera il turismo mordi e fuggi e di vicinanza. Purtroppo continueranno le ”movide“ notturne e i relativi fracassi (non cesseremo mai di essere degli autolesionisti), in sfregio alle normative vigenti, alla sicurezza, alla salute e al buon senso che dovrebbe essere alla basa della civile convivenza. Continueranno a sparire i negozi storici e i laboratori artigiani di tradizione e continuerà, in maniera più intensa, anche l’esodo dei giovani e non è da escludere qualche bagno di sangue anche nel settore alberghiero che, causa degli alti costi fissi e del minore peso di contrattazione, avrebbe maggiori difficoltà ad adeguarsi alla diminuzione degli arrivi ed delle presenze. Molto dipenderà anche dal decorso della guerra Ucraina–Russia, qui non c’è molto spazio per la speranza a meno di un divino intervento dall’alto dei Cieli perché pare proprio che per alcuni leader Europei, poco restii a mollare il potere, l’unica chance per rimanere a galla sia invocare o addirittura provocare una guerra. “Solo due cose sono infinite: la stupidità umana e l’universo! Ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi“ – Albert Einstein

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