Vico Equense

Frana a Torre di Via Punta la Guardia, in corso accertamenti. Rivalutare il rischio idrogeologico dell’area

Stampa

Il cedimento del costone in località Montechiaro a Via Punta la Guardia, tra i comuni di Vico Equense e Meta, si è aggiudicato le prime pagine delle cronache nazionali agostane soprattutto per la tragedia sfiorata visto che solo per un caso non si trovavano bagnanti e natanti nel luogo della frana. In queste ore si stanno effettuando i sopralluoghi per individuare le cause del crollo, ma a ragione si può affermare che trattasi di un evento che si sarebbe potuto scongiurare se si fosse attuata da parte delle Autorità preposte un’azione di prevenzione in virtù della segnalazione-denuncia che nel 2021 fu fatta da un Comitato Civico denominato Amici della Torre di Via Punta la Guardia che rivolgevano un vero e proprio atto di diffida all‘Agenzia del Demanio, al Ministero dei Beni Culturali e al Comune di Vico Equense affinchè fosse attuato un intervento di manutenzione e restauro conservativo per preservare il bene e garantirne la fruibilità pubblica.

La Torre, insieme a un appezzamento di terreno, appartiene al demanio statale, ma l’accesso al sito, ancorchè in precario stato di conservazione, è stato inibito da parte dei proprietari dei fondi circostanti per cui il Comitato segnalava l’urgenza di un intervento di messa in sicurezza della Torre e di ripristino dell’accessibilità alla stessa a causa dell’illegittima chiusura dell’area. Il Comitato faceva qualcosa in più: inoltrava alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata tale segnalazione-denuncia al fine di accertare eventuali abusi perpetrati ai danni del bene pubblico. Di questa iniziativa abbiamo a suo tempo riferito con dovizia di particolari evidenziando l’importanza di ripristinare lo stato dei luoghi, di consolidare la Torre per garantirne la pubblica nel suggestivo panorama di cui è parte integrante con vista sul mare della Costiera. A questo punto si dovrebbe verificare perchè si è verificato il crollo in una zona cui le mappe di rischio idrogeologico attribuiscono una colorazione gialla, quindi a basso rischio, anche se proseguendo lungo la fascia costiera il rischio idrogeologico sale addirittura a livello rosso. Per quanto accaduto è quindi il caso di rivalutare complessivamente il rischio idrogeologico dell’intera zona costiera per scongiurare possibili cedimenti in zone che mettono a rischio la pubblica incolumità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*