Vico Equense

A Vico Equense la “targa bugiarda”… Franco Cuomo: “va rimossa”

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Ha suscitato e continua a suscitare polemiche l’iniziativa dell’Amministrazione Comunale del sindaco Giuseppe Aiello di intitolare un’area pubblica all’onorevole Armando De Rosa, potente assessore regionale della Campania scomparso nell’ottobre del 2919 all’età di 91 anni. In effetti l’intitolazione quale riconoscimento di una donazione al Comune non sarebbe tale e Franco Cuomo, carte alla mano, dimostra il “falso” e invoca la rimozione della targa. Scrive Cuomo:

Stasera, passeggiando per via De Feo, sono rimasto basito e sconcertato per una targa che è stata apposta all’ingresso di un’area di verde pubblico attrezzata. Se non sarà tolta credo che questa targa sarà la testimonianza menzognera e svergognata di un paese senza memoria composto per la maggior parte da quaquaraquà, smemorati, un paese di svergognati, perché quella targa è un insulto alla verità dei fatti, è un insulto alla storia e alla dignità politica di questo posto, una targa che dimentica gli scandali e le vicende giudiziarie del protagonista citato. Leggere i commenti e i like sotto il post della signora Beneduce fa capire lo stato di profondo degrado in cui è precipitato questo paese. Gentile signora, lei non “ha donato” alla comunità del paese, un bel niente! Questo non “è un dono alla sua terra”, ma l’obbligo che suo marito doveva rispettare, altrimenti non avrebbe potuto fare un bel nulla! Il giardino di via De Feo, nel Piano Regolatore Generale, è riportato come parcheggio con entroterra con verde pubblico attrezzato e che la controparte del comune era ed è la Società Recupero S.r.L.  Tanto è stato possibile realizzare i box e il parcheggio a rotazione sottostante al giardino, solo ed esclusivamente perché il privato garantiva il rispetto delle previsioni del piano regolatore; diversamente quei parcheggi non si sarebbero potuti realizzare. Tutto questo è possibile leggerlo nello schema di convenzione approvato nel consiglio comunale del 2007 e successivamente leggere nella convenzione stipulata nel 2008, tra il Comune e la Società Recupero S.rL. quell’area era nei fatti da mantenere come area di verde pubblico attrezzato.

Questo per dire che da parte del proprietario non è stata mai fatta nessuna donazione al Comune, in quanto lo stesso veniva obbligato a rispettare le clausole previste dalla convenzione e se non avesse rispettato questi obblighi, il proprietario non avrebbe mai potuto realizzare quei box e il parcheggio a rotazione. Da non dimenticare che mentre i box andarono in funzione subito, per l’area di verde pubblico abbiamo aspettato ben diciotto anni, non un anno o due, ma diciotto anni! Il sindaco Peppe Aiello o i sindaci precedenti che si sono avvicendati in questi quindici anni dovrebbero spiegare i motivi di questo lasso di tempo trascorso e anche soprattutto il perché di questa targa che, lo riscrivo, è un insulto alla memoria storica e alla verità dei fatti è una vergogna! Altra considerazione che mi sento di dover fare è che questo paese è tossico, è avvelenato dall’indifferenza e dalla vigliaccheria anche di molti personaggi che dicono di manifestare posizioni critiche nei confronti di questa amministrazione, ma che, quando dovrebbero parlare fanno spallucce e restano in un silenzio complice e connivente. Dopo aver spiegato questa vicenda l’unico gesto nobile che si dovrebbe fare IMMEDIATAMENTE sarebbe la rimozione di questa targa che cancella una stagione politica che vide molti politici locali e non finire nelle inchieste giudiziarie e mi piacerebbe conoscere chi ha suggerito a questo sindaco sprovveduto e bugiardo una abnormità del genere!“.

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO

La rimozione immediata della lapide apposta all’ingresso del giardino ad uso pubblico perenne di via De Feo. Per chi non lo sapesse l’on. Armando De Rosa è stato negli anni che vanno dalla metà anni ’70 a fine anni ’90 un discusso e potentissimo uomo politico della Democrazia Cristiana (doroteo).
In quel periodo a Vico Equense è stato padrone indiscusso della vita politica locale tanto da condizionarne tutte le scelte. Sarebbe interessante ad esempio parlare del mercato comunale progettato in quel giardino a metà anni ’80 costato tanto alle casse comunali e mai fatto.
Oppure fare la storia politica di quegli anni ma….
Chi è interessato grazie a internet ha come attingere a notizie.

BENE L’ APERTURA DEL GIARDINO
Quello che importa chiarire è come un OBBLIGO CONTRATTUALE non può diventare DONAZIONE fino a prova contraria. Con delibera di Consiglio Comunale n.73 del 28 settembre 2007 viene approvato lo “schema di convenzione per la realizzazione e la gestione di area da adibire a verde pubblico attrezzato ed a parcheggio rotativo pubblico in località Vico centro- via de Feo angolo via canale”.
La convenzione viene registrata a C.mare di Stabia il 12 giugno 2008 n. 622. In questi atti ufficiali si parla di “uso pubblico perenne” non compare mai, e dico mai, la parola DONAZIONE.
Le ragioni della immediata rimozione sono sostanzialmente:
– Il giardino non è stato donato in quanto è frutto di un accordo sottoscritto nel 2008 (sono trascorsi 17 anni) tra l’ Amministrazione Comunale e la Società Recupero srl;
– il PRG classifica il giardino come standard urbanistico con sigla PEV (verde pubblico attrezzato con parcheggio entroterra) pertanto è evidente che il Privato ha potuto realizzare, solo ed esclusivamente grazie a questo accordo, nella parte sottostante, un’operazione immobiliare di notevole portata con box e parcheggio a rotazione;
– il contenuto della lapide non è rispondente agli atti ufficiali sottoscritti tra la Società Recupero srl e l’Amministrazione Comunale, pertanto tramanda a futura memoria un messaggio falsato (la donazione) non rispondente ai fatti;
– restano tanti altri interrogativi, ma sorvoliamo.
Il Sindaco ha il DOVERE, come unico soggetto istituzionale di riferimento, chiedere la rimozione della lapide così COME FORMULATA o diversamente documentare, nelle forme amministrative e giuridiche corrette e necessarie, la verità dei fatti e le ragioni che hanno indotto lui, o chi per lui, ad alloggiare all’ingresso del giardino la lapide in questione“.

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