Il “de profundis” di Antonino Coppola sull’Ospedale Unico…le reazioni pro e contro il progetto
Il Sindaco Antonino Coppola con un lungo comunicato stampa (già pubblicato sul suo profilo facebook) ha fatto il punto sull’esito della conferenza di servizi sull’Ospedale Unico svoltasi il 14 luglio scorso e ha praticamente decretato il “de profundis” sul progetto in base ai rilievi contestati che lo renderebbero irrealizzabile. L’Autorità di Bacino, in base al verbale di sopralluogo effettuato, svolgerà ulteriori accertamenti e rilievi geologici sull’area interessata e altre non ancora ispezionate. In ogni caso se ne parlerà a settembre quando le parti torneranno a incontrarsi, ma le considerazioni del primo cittadino lasciano poco spazio a novità e a un possibile cambio di rotta dell’Amministrazione santanellese che sulla bocciatura dell’opera ha costruito una campagna elettorale permanente senza mai dimostrare alcuno spirito collaborativo con l’Asl Napoli 3 Sud e la Regione Campania per trovare soluzioni alternative e non perdere questa opportunità più unica che rara di aver eun nuovo ospedale in Penisola Sorrentina.
In ogni caso registriamo una netta presa di posizione da parte dei dirigenti di Atex, l’associazione regionale e sorrentina dell’extralberghiero, che per voce di Sergio Fedele e di Giovanni Rosina.
Anche il commentatore-blogger Gaetano Maresca interviene con la solita puntualità sul tema a conferma che l’argomento oppone visioni e pareri discordanti e nello stesso tempo evidenzia il silenzio di una classe amminsitrativa peninsulare poco incline a opporsi all’operato di Coppola che sta affondando un progetto sostenuto dall’intera penisola. Interessante l’intervento di Vincenzo Ercolano presidente di Confcommercio Sorrento.
Dall’altro canto ad alimentare lo storytelling anti-ospedale troviamo Raffaele Attardi.
Con lui altri oppositori a prescindere del progetto, in primis Rosario Lotito esponente del M5S e presidente del Comitato Tutela della Salute Pubblica Penisola Sorrentina. Non poteva mancare il buon Antonino De Angelis con le sue critiche pungenti alla stampa.
Sulla vicenda ci siamo più volti espressi e torniamo a farlo perchè il tema è troppo importante per essere trascurato. La pervicacia con cui il sindaco di Sant’Agnello sta osteggiando il progetto è davvero esagerata e spudorata nel fatto che non concorre a una sua soluzione nell’interesse dell’intera popolazione peninsulare. Se l’idea è buona, ma il posto è sbagliato (lo slogan coniato) perchè in questi due anni Coppola non ha mai proposto un’alternativa su cui ci si poteva almeno confrontare con tutti gli attori in campo? Da medico conosce bene la critica situazione ospedaliera essendo peraltro un dipendente della stessa Asl Napoli 3 Sud in servizio (ora in aspettativa per mandato elettivo) presso l’Utic-Cardiologia di Sorrento. Carenza di personale, ridimensionamento dei posti letto, inadeguatezza complessiva della struttura che non può assurgere a ospedale attrattivo per nuove professionalità.
L’interesse, evidente, è stato ed è solo quello di non avere cantieri per i lavori lavori e l’ospedale in una zona centrale del paese dove coabitano i più tenaci oppositori dell’opera! Sanità e salute stanno perciò all’ultimo posto nei loro interessi e di chi osteggia il trasloco della sede distrettuale 59 a dispetto delle dichiarazioni di circostanza sulla necessità del potenziamento della sanità territoriale. Errori li ha commessi anche l’Asl Napoli 3 Sud che è stata troppo latitante nel comunicare in modo appropriato tutti gli aspetti di quest’opera pubblica e delle soluzioni transitorie che ne sarebbero scaturite. L’assurdo è poi rappresentato dalla circostanza che i più accaniti oppositori del progetto sono addetti ai lavori e dipendenti della stessa Asl, cioè l’azienda che ha programmato l’opera. Un’anomalia che conferma un altro aspetto del problema: le ingerenze di una certa componente sanitaria che ha boicottato e boicotta il progetto. Sono dati di fatto indiscutibili e in questa stagione tanto critica per l’intera Penisola Sorrentina se dovesse tramontare anche la prospettiva del nuovo ospedale, cioè della più importante opera pubblica per l’intera realtà tewrritoriale, allora davvero ci sidovrebbe preoccupare per le sorti di una comunità sempre più allo sbando.