Debacle Comune e Fondazione…Per Sorrento la stagione più buia

Chi a suo tempo oppose ricorso al risultato delle elezioni amministrative del 2020 contestando l’incandidabilità di Marco Fiorentino oggi, dopo la sentenza della Corte di Cassazione, dovrebbe ricorrere al TAR Campania per ottenere lo scioglimento di un consiglio comunale che già non c’è più perchè autodimessosi un mese e mezzo fa per l’arresto del sindaco Massimo Coppola cui è seguita la nomina del commissario, il prefetto Rosalba Scialla che oggi guida la municipalità. Questo perchè il TAR aveva decretato in tal senso, aspettando cioè il pronunciamento della Suprema Corte per formalizzare la decadenza del civico consesso. Poi è stata la volta della Fondazione Sorrento a finire nel mirino dell’ANAC, l’Autorità Anticorruzione, che ha decretato l’incompatibilità di Mario Gargiulo, attuale amministratore delegato, a occupare questa poltrona col risultato di inibire per i prossimi tre mesi l’attività dell’ente nel mentre il Comune adotterà i provvedimenti nei riguardi dell’intero CdA della Fondazione che praticamente ha amministrato e speso “abusivamente“dall’insediamento fino all’entrata in vigore di una nuova norma di legge che ha abolito l’incompatibilità.

Ciò, però, non sana il pregresso sul piano amministrativo e gestionale e in virtù della “forzatura” che a suo tempo è stata fatta per nominare Gargiulo, dovrebbe vedere immediatamente dimissionario il CdA per una questione di trasparenza e per non compromettere ulteriormente l’immagine stessa della Fondazione in un momento così critico per la città e per chi concorre con propri finanziamenti a garantire il funzionamento e le attività del sodalizio fondato dal Comune di Sorrento e da questi congruamente finanziato.
In certi momenti è il buon senso a dover prevalere su interessi personali più o meno legittimi in virtù di un sentimento di tutela delle istituzioni che sono state violentate brutalmente da questo ceto politico-amministrativo. C’è bisogno di un azzeramento che consenta al Commisario prefettizio di avviare una reale e completa bonifica prima di restituire alla città il suo protagonismo politico-elettorale. Che cosa sia accaduto in questi cinque e passa anni nel palazzo e nelle sue ramificazioni non è ancora del tutto chiaro e tocca alla Magistratura far luce individuando effettive e riscontrate responsabilità che possano confermare il teorema di quello che è stato definito “Sistema-Sorrento” alias “Sistema-Coppola“.

Ma l’uno non vale l’altro e viceversa! Il buon nome di Sorrento, infangato proprio nell’anno che celebra i 1400 anni del pio transito del suo Santo Patrono Antonino, per tornare a splendere ha bisogno di un restyling innanzitutto morale e di una collettiva presa di coscienza che la situazione amministrativa post-commissariamento richiederà una classe dirigente preparata e trasparente nella volontà e determinazione di voltar pagina rispetto non solo agli ultimi cinque anni, piuttosto almeno agli ultimi quindici che hanno visto sulla scena praticamente sempre gli stessi attori.