A proposito di “corruzione” nella PA è sempre “Questione Morale”
di Luigi Poi
La “Questione Morale“ non è solo una esclusiva ed infelice questione sorrentina e non è una caratterizzazione dei tempi che viviamo. Del resto le vicende giudiziarie di questi giorni con le Procure della Repubblica impegnate a Milano, Torino e Pesaro con inchieste su politici, “alta burocrazia”, imprenditori riguardano tutto lo “Stivale . In effetti l’azione giudiziaria non è mai cessata da quella più famosa e rivoluzionaria“ di tutte: La tangentopoli del 1992. Intanto, “vox populi, vox Dei”, pare che lo scandalo legato alla figura del Sindaco di Sorrento (nessun giudizio preventivo, per carità) possa espandersi a qualche altro comune limitrofo. Intanto non si fermano le così dette anticipazioni sussurrate o meglio “voci di corridoio“ che annunciano che ora sotto la lente di ingrandimento della Procura di Torre Annunziata ci sia la vicenda della Casa di riposo Cerulli, in via Reola a Sant’Agata Sui due Golfi. Un’opera quanto mai utile e necessaria visto che il fenomeno dei BB sta desertificando il mercato delle case in fitto e che sempre di più sono gli anziani soli o bisognosi di assistenza.

Chiacchiere da Bar o pettegolezzi politici? Quello che è certo è che questo edificio costruito per dare ospitalità ad anziani è comunque una ennesima, una delle tanti dimostrazioni di come si spreca il denaro pubblico, cioè i soldi dei contribuenti. Non resta che attendere! Del resto si è avuta la netta sensazione che la “pratica“ è in mani prudenti e competenti come quelle del Procuratore Capo Nunzio Fragliasso. Ogni cosa può ancora accadere, nel bene e nel male. Speriamo che tutto presto venga rimesso nei giusti binari della correttezza ed efficienza amministrativa. Ardua impresa considerato che in un Paese dove si è perso finanche il conto delle normative vigenti, dove sono stati creati Enti ed Autorità con competenze in conflitto tra di loro, sovente posti in essere solo per sistemare figli, nipoti, amanti e portatori di borsa, dove la burocrazia di peso regna più della politica. Comunque qualche lezione si può già trarre. Per noi Peninsulari innanzitutto: oramai la nostra rappresentanza politica è inadeguata e non ha nessuna voce in capitolo visto che è così frantumata in sei diverse piccole realtà municipali. Per noi italiani che il malaffare trova sempre terreno fertile e che per ogni politico colto con le mani nella marmellata ci sono sempre tanti più burocrati . Così come a Sorrento anche a Milano, Pesaro, Torino c’e la fila per salire sulla giostra della corruzione, della malversazione e dello sfregio al denaro pubblico particolarmente nei settori dell’urbanistica e dei lavori pubblici. Pertanto il pessimismo per i tanti errori commessi nel passato riportano tristemente in auge uno storico interrogativo: si possono conciliare e coniugare efficienza, risparmio, velocità di una realizzazione di opera pubblica con l’onestà?
La questione morale sollevata da Enrico Berlinguer nel lontano 1981 (il 28 luglio con una storica intervista a Eugenio Scalfari e poi con la pubblicazione di un libro) si basava sulla costatazione che “i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela“ e che lo Stato era stato occupato dalla politica. E’ passato quasi mezzo secolo la situazione è cambiata di poco o per niente mentre si è ulteriormente appesantito il labirinto di normative inesplicabili e ferruginose che fanno a pugni con efficacia, produttività, buon senso. Ci vorrebbe un patto nazionale tra tutte le forze politiche affinché avvenga una falcidia di leggi, competenze, pareri, nulla osta, enti inutili che bloccano tutto e che favoriscono solo nepotismo, arricchimenti illeciti e corruzione. La Destra si convinca che non esiste un solo “giudice a Berlino“, ma tanti! La sinistra prenda atto (sulla scia di quando sta accadendo in molte città da loro amministrate) che il primato della moralità non è un loro patrimonio, anzi spesso non è proprio nelle corde dei suoi amministratori. I valori morali del comportamento umano non hanno colore sono essenzialmente radicati nell’animo e nella cultura del singolo individuo non nella sua tessera di partito. Unico punto di riferimento può essere solamente un lindo, non equivoco background tanto a Sorrento che a Chiasso o a Trento.