Sorrento

Un lettore ci chiede: quanto durerà il commissariamento e dopo che cosa succederà?

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Ci ha scritto un lettore per chiederci quanto durerà la “gestione commissariale” del Comune e che cosa succederà quando la partita tornerà in mano ai Sorrentini. La durata della gestione commissariale dipende dalle cause che l’hanno generata: ordinariamente dai 12 ai 18 mesi prorogabili fino a 24 mesi in casi eccezionali, dopodichè si ritorna a votare alla prima tornata utile. Allo stato non è dato sapere quanto durerà il commissariamento del Comune di Sorrento viste le cause che l’hanno determinato e il numero degli indagati oltre al sindaco e al suo collabortore arrestati e tutt’ora in carcere a Poggioreale. La Guardia di Finanza che per conto della Procura di Torre Annunziata sta svolgendo le indagini continua ad acquisire documentazioni presso gli uffici: gli inquirenti dovranno interrogare gli indagati, accertare le dichiarazioni di tutti coloro che sono coinvolti e di altri che certamente saranno chiamati a dar conto del proprio operato nel corso dell’indagine che tocca tanti settori della pubblica amministrazione. Dal canto suo il Commissario dovrà procedere a ulteriori controlli sull’operto dell’ente e nello stesso tempo garantirne l’ordinaria funzionalità a servizio della comunità in un contesto amministrativo in crisi e oggettivmente condizionato da tutte queste vicende giudiziarie e dai possibili ulteriori sviluppi che possono verificarsi in corso d’opera. Del resto la gravità delle accuse va oltre i fatti specifici contestati per cui sarà l’intera amministrazione a dover passare ai raggi x.

Rosalba Scialla

La posta in gioco è molto alta anche per la complessità degli iter amministrativo-giudiziari, per le criticità connesse a lavori pubblici appaltati oltre a quelli già svolti, per gli interessi di tutte le parti in causa a seconda del grado di coinvolgimento o meno nell’inchiesta, per il rischio di veder naufragati programmi pur meritevoli di essere realizzati, come per esempio il percorso meccanizzato concepito per risolvere la mobilità da e per il porto di Marina Piccola. Insomma c’è tanto lavoro da fare ed è prevedibile che non mancheranno contraccolpi anche sull’ordinaria quotidianità cittadina sottoposta anch’essa a un “restyling” di cui si avverte un oggettivo bisogno. In questo senso il primo provvedimento adottato dal Prefetto Scialla, il controllo sulla legittimità di occupazione di suolo pubblico da parte dei titolari delle attività commerciali e turistiche, costituisce un segnale forte a una città che si è vista sottrarre crescenti spazi di pubblica  fruibilità da parte di un’economia che ne ha fagocitati ben oltre quelli disponibili e forse legittimamente concessi.

Il secondo quesito è sul futuro politico-amministrativo di una Sorrento devastata da questa indagine e ferita al cuore nella sua immagine internazionale che, al di là dei numeri dei turisti italiani e stranieri, dovrà essere rifondata e su questo occorrerà lavorarci a lungo, al momento giusto e con persone al di sopra di ogni sospetto in grado di reinventarsi il valore del brand. Per quanto riguarda l’aspetto più squisitamente politico è chiaro che non si tratta di un passaggio facile da gestire per la pesante eredità che in ogni caso graverà sui futuri amministratori e sul pregiudizio che, a torto o a ragione, riguarderà i co-protagonisti di questa stagione qualora decidessero di ripresentarsi al cospetto degli elettori. E’ un passaggio delicatissimo per l’assenza di un quadro partitico di riferimento al quale si sono sostituiti (ma è un dato comune a tutte, o quasi, le realtà) gruppi, lobby, potentati che drenano il consenso in un tessuto socio-economico che è profondamente cambiato nel corso degli anni e che appare piuttosto refratario a sostenere un nuovo corso che ne possa pregiudicare gli interessi. Un congruo periodo commissariale potrebbe favorire il processo di un rinnovato protagonismo civico e politico in grado di proporsi in chiave di progettualità amministrativa. Ora  però è troppo presto per parlarne, mentre la comunità deve far tesoro, anche a costo di qualche sacrificio, delle opportunità connesse a questa parentesi commissariale.

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