Siamo tutti giornalisti? C’è il nuovo codice deontologico della professione
Il 1° giugno è entrato in vigore il nuovo codice deontologico della professione giornalistica che tutti gli iscritti all’ordine, professionisti e pubblicisti, sono tenuti a osservare. Perchè ne parliamo e di che cosa si tratta? E’ giusto accendere i riflettori su questo strumento di autodisciplina della professione di cui l’opinione pubblica deve essere a conoscenza perchè si tratta delle regole che i giornalisti devono rispettare nell’esercizio della loro attività e alle quali devono ispirarsi anche nel privato, cioè al di fuori dell’attività giornalistica. Per capirci: le regole non vanno rispettate solo quando si pubblica un articolo o si redige un servizio su una testata giornalistica (carta stampata, online, televisione, radio), ma anche quando si pubblica, per esempio, sui social. In pratica in un mondo dove tutti si sentono giornalisti perchè facultati a scrivere di qualunque argomento e pubblicano senza filtri, gli iscritti all’albo professionale sono tenuti sempre a osservare le stesse regole.
Questa è oggi la principale differenza tra la pubblicazione a cura di un giornalista e quella di un qualsiasi altro cittadino e che attribuisce al primo un’affidabilità, una credibilità e una responsabilità che sono invece estranee al secondo che scrive e pubblica quello che ritiene in spregio di qualunque regola non solo deontologica, ma anche professionale. In una stagione che ha visto crollare, tra le tante altre cose, anche la funzione del giornalista, se questa professione vuole recuperare spazi di agibilità socio-culturale deve ripartire dal rispetto del codice deontologico. Questo se non lo si intende come un’operazione di mera facciata e gli si riconosce un significato importante e qualificante l’attività del giornalista. Oggi c’è bisogno di rifondare il sistema dell’informazione nel nostro Paese a tutela dei principi democratici e costituzionali su cui si fonda e per dare un futuro alla professione giornalistica altrimenti destinata a soccombere. Tanto più con l’avvento straripante dell’intelligenza artificiale che ha stravolto, e ulteriormente stravolgerà, l’informazione e non solo nel mondo.