Italia

Giovani senza diritti…democrazia senza futuro

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La festa del 1° maggio è trascorsa e si ripiomba nell’avvilente quotidianità di un Paese che appare sempre più indifferente alle sue sorti e soprattutto a quelle delle giovani generazioni con una democrazia in crisi che sta perdendo i suoi cittadini più giovani: non è colpa dell’apatia, ma della mancanza di fiducia e di prospettive a generare questa situazione oggettivamente allarmante.
Sanità, istruzione e lavoro: quando questi diritti fondamentali vengono meno, anche la partecipazione democratica vacilla. E le nuove generazioni lo sentono più di tutti.

1. Sanità: un diritto che sfuma
Quali sono le criticità più avvertite dai cittadini? Visite specialistiche a mesi di distanza, pronto soccorso intasati, medici di base assenti. Per molti giovani, ma non solo, curarsi è diventato difficile se non impossibile. Chi lavora con contratti precari spesso non ha nemmeno le tutele sanitarie di base. Eppure, la sanità pubblica dovrebbe essere il pilastro dell’uguaglianza.

2. Istruzione: non per tutti
La scuola italiana è ancora troppo legata al contesto sociale ed economico. Chi nasce in periferia o in una famiglia con meno risorse ha meno possibilità di proseguire gli studi. Le università sono care e le borse di studio insufficienti. L’ascensore sociale è rotto e senza istruzione, anche la partecipazione democratica si blocca.

3. Lavoro: precarietà come norma
Lavorare per pochi euro all’ora, senza tutele, senza futuro è la realtà per milioni di giovani italiani. Il lavoro non è più strumento di emancipazione, ma fonte di ansia. In queste condizioni chi può permettersi di “credere nella politica”?

4. La democrazia in affanno
Ne deriva che sempre più giovani non votano. Non si tratta di indifferenza, ma di sfiducia. Quando i diritti vengono percepiti come negati o inaccessibili, la partecipazione si svuota. E la democrazia, senza la voce delle nuove generazioni, perde legittimità.

Chiediamoci che cosa occorre per invertire la rotta.

  • Rilanciare la sanità pubblica, rendendola davvero accessibile a tutti.
  • Investire in un’istruzione equa e gratuita, dalle scuole alle università.
  • Restituire dignità al lavoro, con salari minimi e stabilità per i giovani.
  • Riformare la rappresentanza, per includere davvero chi oggi è escluso.
  • Rendere l’educazione civica uno strumento vivo, per formare cittadini consapevoli.

Il Paese non può permettersi di perdere una generazione perchè senza giovani la democrazia non ha futuro. È tempo di ascoltare, di agire, di rimettere i diritti al centro. Solo così possiamo ricostruire la fiducia e la partecipazione restituendo ai giovani non solo un presente più giusto, ma un futuro possibile.

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