Sorrento e la “grana” degli Infopoint

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Info Point a Piazza Tasso

SORRENTO – In questa circostanza hanno colpito all’unisono l’Italia dei Valori e Insieme per Sorrento con Giovanni Antonetti e Rosario Fiorentino che puntano l’indice contro la prociedura di affidamento degli Infopoint turistici seguita dal Comune. Una questione di “trasparenza amministrativa” spiegano i due esponenti politici che puntano l’indice contro la determina dirigenziale n. 498 del 10 maggio 2012 a firma del dirigente dell’ufficio cultura, Antonino Giammarino, con la quale è stata indetta la “Procedura negoziata per l’affidamento mediante cottimo fiduciario del servizio infopoint per tre anni” per il triennio 2012-2014 con un importo a base d’asta di oltre 124mila euro.
Il Comune di Sorrento “…dopo aver assegnato con affidamento diretto, negli ultimi anni, il servizio “Info Point” delle 4 postazioni esistenti ed altre attività di carattere informativo ed assistenza/hostess all’associazione senza scopo di lucro “Sorrento Siren”, presieduta da Rosalia Maresca, sorella (parente in linea collaterale di secondo grado) del consigliere comunale Antonino Maresca, nel gennaio scorso con delibera di giunta aveva dato mandato al dirigente di indire una gara aperta per l’affidamento dello stesso servizio entro aprile. Dopo un mese di ritardo e le nostre reiterate proteste ecco il bando di gara, regolarmente pubblicato sull’albo pretorio comunale“.
Nel mirino di IdV e Insieme per Sorrenti finisce proprio il contenuto del bando e del relativo capitolato “…perché ritenuto fortemente limitativo della concorrenza ed incomprensibilmente aperto, in deroga alla normativa nazionale, anche ad associazioni senza scopo di lucro la cui contabilità semplificata mal si concilia con il rilevante importo di gara di 124mila euro”.
Con queste motivazioni di carattere politico e tecnico, suffragate anche da riferimenti dottrinari e giurisprudenziali, l’avv. Giovanni Antonetti, e il consigliere comunale Rosario Fiorentino hanno protocollato una nota legale, indirizzata al sindaco ed agli uffici comunali, inviandola successivamente all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ed al Prefetto di Napoli.
La clausola del bando che prevede per la partecipazione alla gara, a pena di esclusione, l’obbligo di aver svolto servizio di assistenza e informazione turistica presso amministrazioni pubbliche per almeno 18 mesi negli ultimi tre anni non ci convince ed è irragionevolmente limitativa della concorrenza – spiegano Antonetti e Fiorentino – Oltre a palesi contrasti con altri atti di gara dello stesso dipartimento riguardanti il Piano Sociale di Zona, un altro profilo discutibile è la possibilità di partecipazione (in deroga all’art. 34 del D.Lgs. 163/2006!) ad un procedura, di un così rilevante importo, pari a 124mila euro, di associazioni senza scopo di lucro, che hanno una contabilità semplificata, che non possono generare utile e  per le quali non si comprende come possano giustificare costi elevati, pari a 3.500 euro mensili, per tre anni; forse con il pagamento dello stipendio alle addette/hostess, delle spese per il materiale, che però pare debba essere fornito dal Comune? Assurdo!! Per queste motivazioni – concludono gli esponenti d’opposizione – in aggiunta ad altri profili evidenziati, abbiamo chiesto la modifica del bando, nel senso di garantire maggiore trasparenza e concorrenzialità e per questo, confidiamo nel buon senso della dirigenza affinchè prenda gli opportuni provvedimenti agendo in autotutela”.

RICHIESTA ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA BANDO INFO POINT