Cub Campania: un altro attacco del Governo ai diritti dei lavoratori

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Un altro duro attacco ai diritti dei lavoratori per chiedere l’intervento del giudice del lavoro a pagamento. Così il sindaco CUB della Campania denuncia il contenuto della circolare 14/5/2012 con cui il Ministro della Giustizia ha chiarito le novità introdotte del D.L.6-7-2011 n° 98 con il quale il governo Berlusconi aveva eliminato la gratuità delle cause di lavoro in vigore da oltre quarant’anni introducendo l’obbligo di pagamento di un contributo anche sostanzioso per chi avesse un reddito annuo superiore ai 31.880 euro lordi.

Il governo Monti perfeziona l’attacco al diritto di difesa dei lavoratori precisando  che tale limite  non si riferirebbe al reddito individuale, come sinora ritenuto e applicato da tutti i Tribunali del Lavoro, bensì a quello del nucleo familiare.
In questo modo l’esenzione dal pagamento della tassa per poter proporre una causa di lavoro viene ulteriormente ridotta a pochi casi in cui cil reddito familiare dipenda da una sola persona (salvo i casi che i salari dei familiari non siano proprio salari da fame).  In concreto ciò vuol dire che ad esempio per una causa relativa all’impugnazione di un contratto a termine o di un licenziamento il lavoratore dovrà pagare allo stato e per il solo fatto di poter esercitare un suo diritto  circa 250 euro.
E’ EVIDENTE NON SOLO L’INTENTO DEFLATTIVO SUL CONTENZIOSO DEL LAVORO, MA ANCHE IL CHIARO MESSAGGIO DI CLASSE; PERCHE’ PER IL DATORE DI LAVORO CHE DEVE AGIRE IN GIUDIZIO SI TRATTA DI PAGARE UNA SOMMA IRRISORIA MENTRE PER IL LAVORATORE SI TRATTA DI UNA SPESA CHE CORRISPONDE AD UNA QUOTA IMPORTANTE DEL PROPRIO SALARIO.
Cub campania
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