Nel nome di Falcone e Borsellino…diventiamo rivoluzionari!

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Murales di Gojo

Oggi ricorre il 28° anniversario del barbaro assassinio mafioso del giudice Giovanni Falcone e della moglie Francesca Morvillo con gli uomini della scorta. Il nome della città di Capaci ormai è indissolubilmente legato a questa tragedia che ha segnato, insieme all’assassinio due mesi dopo del giudice Paolo Borsellino, la storia italiana più di tanti altri eventi ancorchè tragici! Oggi la Magistratura italiana sta attraversando una delle stagioni più vergognose della storia giudiziaria dal dopoguerra ad oggi e se queste morti hanno generato questi risultati non si può non condividere il sospetto, ribadito ancora stamattina da Giuseppe Costanza l’autista di Falcone miracolosamente sopravvissuto all’attentato, che la mafia fu soltanto l’esecutrice di un delitto con ben altri e alti mandanti.

Col passare degli anni il ricordo di quesi sacrifici appare sempre più retorico da parte degli attori della politica e della magistratura italiane i cui comportamenti, nella grande maggioranza dei casi, appaiono antitetici a quelli della cura degli interessi e del bene pubblico contro le malversazioni e le criminalità di ogni specie che come un cancro stanno divorando il Paese. Una domanda sorge oggi spontanea: a cosa servirà un giorno, se mai verrà, scoprire l’identità dei mandanti di queste stragi? Probabilmente a nulla perchè mafie criminali e politiche sono da tempo parte integrante dello Stato, di tutti i suoi apparati! Il cittadino perbene non riesce più quasi a distinguere tra il bene e il male, tra mafiosi e non mafiosi, tra stato e antistato! Allora se vogliamo davvero onorarli questi uomini e queste donne che si sono immolati per il bene comune diventiamo rivoluzionari per abbattere il nemico!