L’arcivescovo Francesco Alfano presenta la due giorni con le 88 parrocchie territoriali

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Mons Francesco Alfano

Mons Francesco Alfano

L’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, guidata dall’arcivescovo Mons. Francesco Alfano, sta preparando un grande evento che coinvolgerà le 88 parrocchie del territorio per ragionare insieme con il filosofo Massimo Cacciari e il teologo padre Giuseppe Guglielmi sull’incontro del Vangelo e l’uomo di oggi, nei contesti della società attuale.
Venerdì 18 ottobre, alle ore 18,30, al Teatro Delle Rose di Piano di Sorrento, il filosofo Massimo Cacciari e il teologo Giuseppe Guglielmi, si confronteranno su un quesito: “Chi è l’uomo oggi”.
Modera il magistrato Maria Concetta Criscuolo. Sono attesi 700 partecipanti: l’incontro è aperto a tutti.
Sabato 19 ottobre i delegati parrocchiali si incontreranno in “laboratori” sui temi Ambiente – Cultura – Dolore e Solitudine – Festa – Lavoro – Mondo digitale.

Intervista all’Arcivescovo Mons. Francesco Alfano
“LA GIOIA DEL VANGELO NELLA COMPAGNIA DEGLI UOMINI”

«Il Vangelo non può essere predicato in modo astratto. Gesù incontrava la gente dove viveva. Ecco perché, dopo il convegno, con umiltà, andremo nei “luoghi” della compagnia degli uomini»
Tra una settimana sarà tutto chiaro: dove e come la Chiesa dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, guidata dal Vescovo Francesco Alfano, camminerà nei prossimi mesi per incontrare tutti: chi vive dentro e chi è al di fuori dei contesti ecclesiastici.

Eccellenza, la prossima settimana si annuncia importante per l’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, per un convegno (18-19 ottobre) che interroga i partecipanti sul tema dell'”uomo oggi, nei contesti attuali”, contesti che voi avete definito “Luoghi”, cioè Ambiente, Cultura, Dolore e Solitudine, Festa, Lavoro e Mondo digitale. Ma che cosa spinge il cristiano a interrogarsi su questi temi?

«Ci stiamo interrogando su come vivere la nostra missione di testimoni del Risorto nel nostro tempo e nel territorio in cui insiste la nostra Chiesa di Sorrento-Castellammare di Stabia. Il Vangelo, infatti, non può essere predicato in modo astratto: Gesù incontrava la gente là dove viveva: nei villaggi e lungo la strada, al lavoro o nelle case. Non soltanto nelle sinagoghe o nel tempio di Gerusalemme. Stimolati fortemente dall’esempio e dall’insegnamento di Papa Francesco, ci siamo chiesti quali sono i “luoghi” non solo geografici, ma esistenziali che abitano le persone che ogni giorno incontriamo. Ne abbiamo individuati alcuni, che riteniamo assai importanti anche se non esaustivi. Non vorremmo avvicinarci ad alcuno con la presunzione di chi ha la verità, ma con il grande desiderio di condividere “la gioia del Vangelo nella compagnia degli uomini”».

Nella prima giornata del convegno al Teatro delle Rose, a Piano di Sorrento, dialogheranno due studiosi molto diversi tra loro: il filosofo Massimo Cacciari e il teologo Giuseppe Guglielmi. Trattandosi di un confronto che al centro pone il Vangelo, perché chiedere il contributo di Cacciari, che non è un credente, anzi, si potrebbe definire agnostico?

«È un convegno aperto a tutti, per metterci insieme in ascolto della storia di cui siamo protagonisti senza tante volte nemmeno rendercene conto. Ecco perché abbiamo pensato a un filosofo e un teologo che dialogano, confrontandosi su temi che stanno a cuore a tutti per comprendere cosa sta accadendo all’uomo del nostro tempo. È il Vangelo che ci spinge ad andare incontro a ogni persona, al di là del suo credo religioso. E, dunque, abbiamo ritenuto molto utile offrire un contributo da due prospettive differenti, che hanno però in comune l’amore per l’uomo e le sue grandi potenzialità da non sciupare o tenere solo per sé».

Quali sono i “frutti” che la Sua Diocesi auspica al termine del convegno? Come si caleranno nelle realtà locali le riflessioni che emergeranno dai lavori programmati?

«I laboratori che impegneranno i delegati di tutte le comunità parrocchiali, previsti per il giorno 19, a Vico Equense sono stati pensati in modo da offrire, con l’aiuto di esperti, strumenti operativi concreti, nel tentativo di metterci efficacemente in ascolto di coloro che ci stanno accanto prendendo sul serio le loro attese, condividendo gioie e dolori, facendo nostre le delusioni e le speranze che portano nel cuore. Vorremmo in conclusione operare quella conversione pastorale che ci consente di non avvicinarci più agli altri partendo da noi, e ci rende capaci di camminare insieme sulla via della fraternità attraversando i sentieri della solidarietà, della giustizia, della pace».