Sant’Agnello, perchè il veterinario ha certificato che i cani stavano bene?

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Vogliamo ragionare su quanto è accaduto oggi a Sant’Agnello partendo però dall’esito della protesta di animalisti e dei tanti cittadini che, scandalizzati per il protrarsi di una vicenda per troppi versi paradossale, hanno deciso di agire con un blocco del Corso Italia per indurre l’autorità amministrativa locale, quella giudiziaria e quella sanitario-veterinaria a intervenire presso il domicilio della signora accusata di detenere e seviziare cani? Una vicenda che è ritornata di attualità a distanza di cinque-sei anni quando la stessa signora si ritrovò al centro di un’analoga storia che ha avuto anche strascichi in sede giudiziaria.

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Enrico Rizzi e Giuseppe Gargiulo

A guidare la protesta è stato il giovane animalista Enrico Rizzi, appositamente venuto dalla Sicilia, per dar man forte alla protesta locale. Ha sporto denunce all’autorità giudiziaria contro la Signora e contro un veterinario dell’Asl che qualche giorno fa, a seguito di sopralluogo nel domicilio della donna, ha certificato che i cani da essa detenuti versavano in buone condizioni di salute e di mantenimento. Da quanto è stato accertato oggi e dichiarato da Rizzi è emersa un’altra verità, quella cioè di cani ammalati e mal tenuti e anche qualche cucciolo morto in casa. La domanda che invoca una risposta è la seguente: “Per quale ragione questo Medico-Veterinario avrebbe certificato il falso?Rizzi l’ha denunciato come ha dichiarato: “La persona che vedete in foto è il Vice Sindaco del Comune di Sant’Agnello, che ha voluto ringraziarmi per essermi occupato del caso, riuscendo a risolverlo in poche ore. Ha seguito dal mio arrivo ogni singolo sviluppo.

Una triste vicenda che addirittura andava avanti da oltre dieci anni con diverse carcasse ritrovate in passato dentro casa. L’ho ringraziato e l’ho pregato di far sì che questa donna sia controllata rigorosamente dagli organi preposti. Voglio fidarmi perché ho visto una persona disponibile e sincera, proprio come il sindaco che mi ha accolto questa mattina nei suoi uffici, ringraziandomi per il mio immediato interessamento. Apprendo proprio adesso che un cane purtroppo sarebbe stato rinvenuto morto dentro casa della signora di Sant’Agnello, durante l’intervento conclusosi poco fa. Mi piange il cuore. Sono arrivato giusto in tempo per far mettere in salvo gli altri 22 poveri animali, quasi tutti feriti e malati. Il veterinario che scorsa settimana ha dichiarato che era tutto apposto, lo porto in Tribunale. Risponderà di “falso ideologico in atto pubblico, omissioni d’altro d’ufficio e concorso nel maltrattamento degli animali”. Già in serata darò mandato al mio ufficio legale. Desidero ringraziare di cuore tutti coloro che sono intervenuti e mi hanno supportato in queste ore intense. La vittoria è di tutti. Questa sera, come richiesto da tanta gente, sarò al “Bar Jolly” di Sant’Agnello (vicino il Comune) per passare un po’ di tempo con chi vorrà esserci”. Quello che è successo oggi a Sant’Agnello va ben oltre il fatto in sè perchè è la conferma della “forza del popolo” quando decide di far valere i propri interessi che, in questo caso, erano gli interessi di tutelare il benessere animale, una volta valore riconosciuto dalla comunità internazionale che a livello europeo ci ha costruito un’intera stagione di politiche agricole a prescindere dai risultati che esse hanno effettivamente conseguito. Per il momento non sembra siano stati adottati provvedimenti nei confronti della donna anche se la vigilanza civica su questa vicenda resta elevata.