Meta, Giuseppe Tito il leader politico che mancava in Costiera

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Giuramento del Sindaco Giuseppe Tito

META – Il Sindaco del Popolo ha messo a tacere tutti e sul settimanale Agorà (in edicola da ieri) spiega le ragioni delle sue scelte rivendicando tutte le prerogative che la legge gli riserva insieme alla sintesi politica che rappresenta la quadratura del cerchio. E’ una lezione politica che Giuseppe Tito impartisce “urbi et orbi” liquidando anche la “questione-Graziano” senza alimentare altre polemiche, ma ribadendo che ora tutti devono lavorare per dar seguito al programma amministrativo. Ma che cosa ha spiegato Titocoram populo“?

L’ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO

tito-sindacoL’elezione diretta del Sindaco, che presenta il programma e una lista di candidati, attribuisce al primo cittadino una serie di funzioni e di prerogative con il solo obiettivo di metterlo in condizione di realizzare il programma presentato agli elettori. Questi eleggono il Consiglio, spiega il Sindaco, che a sua volta ha la competenza di eleggere il Presidente dell’assemblea civica. Il resto compete al Sindaco che sceglie i suoi Assessori che hanno la funzione di coadiuvarlo nell’esercizio quotidiano dell’amministrazione, così come il vice sindaco che ancor di più è prerogativa del sindaco individuare. In ogni momento il Sindaco può revocare incarichi e nominare nuovi assessori perchè per legge gli Assessori agiscono su sua delega e “non vivono di vita propria“. Argomenti che sembrano stridere con il consenso e le percentuali di voti intercettati da ciascuno. Tito conclude: nessun mal di pancia perchè poi come sindaco ho fatto la sintesi del ragionamento al Gruppo cui ho illustrato le ragioni che mi hanno ispirato. C’è poco da dire, Tito si conferma un leader politico, ancor prima che un amministratore, che guarda lontano e che già all’indomani del voto comincia a lavorare per la sua Città e per il suo futuro politico.