Ci pensa la Chiesa a risvegliare l’interesse per la politica: dibattito con Fabrizio d’Esposito

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Fabrizio d’Esposito, Giovanni Ruggiero, Vincenzo Iaccarino

PIANO DI SORRENTO – Domenica 10 febbraio nel Centro Culturale Comunale si è svolta una specie di “lectio magistralis” sulla politica italiana il cui il protagonista è stato Fabrizio d’Esposito, inviato de “Il Fatto Quotidiano” e opinionista televisivo ospite di numerosi salotti dove si discute di politica, presente e futura. A organizzare l’incontro è stata la Parrocchia di San Michele Arcangelo diretta dal parroco don Pasquale Irolla, seduto in prima fila, e che ha lasciato il compito di interrogare d’Esposito a Giovanni Ruggiero, docente al Liceo “P.V. Marone” di Meta, ma soprattutto ex sindaco di Piano dal 2006 al 2016. Un’iniziativa, quella della Parrocchia, che non ha mancato di suscitare qualche stupore per l’inusualità del tema proposto, ma la necessità dei Cattolici di “riprendere a fare politica” anche se in modo diverso dal passato e trasversale alle diverse espressioni politico-movimentiste è stato ben illustrato da d’Esposito.

F. d'Esposito, G. Ruggiero e Michele Gargiulo

F. d’Esposito, G. Ruggiero e Michele Gargiulo

Il quale si è soffermato ad analizzare anche la crisi che sta attraversando la Chiesa e che vede Papa Bergolio al centro di un’offensiva interna piuttosto dura che rischia di provocare ulteriori lacerazioni e divisioni dopo che i “grandi elettori” del Papa hanno preteso che svincolasse la curia romana dai tanti e forse troppi legami con la nomenclatura politica italiana. Insomma i mal di pancia, e anche forti, ci sono ovunque, nello Stato e nella Chiesa, per cui ritrovarsi a discutere di politica con un ospite d’eccezione è un merito che indubbiamente va ascritto al Parroco Irolla perchè segna una svolta significativa anche nel ruolo che la Chiesa svolge sui territori. La presentazione di d’Esposito l’ha fatta uno dei suoi amici più antichi e più cari, Michele Gargiulo, priore dell’Arciconfraternita “Morte e Orazione” (e titolare della rinomata Torrefazione Maresca) di cui d’Esposito, nonostante viva ormai stabilmente a Roma, resta un punto di riferimento partecipando ai riti della Settimana Santa pasquale con gli altri Confratelli.

F. d'Esposito, G. Ruggiero, Giancarlo d'Esposito

F. d’Esposito, G. Ruggiero, Giancarlo d’Esposito

Quella di Gargiulo è stata una testimonianza quasi intima del rapporto di amicizia e di condivisione di sentimenti con Fabrizio ed è sfumata nella testimonianza altrettanto significativa di Giancarlo d’Esposito, fratello di Fabrizio, con un passato di politica e di amministrazione pubblica a Piano, che ha marcato tutte le differenze (politico-culturali e calcistiche) che ha col fratello richiamandolo a una riflessione più allargata sulla crisi della sinistra italiana. Fabrizio e Giancarlo, giornalista il primo e politico il secondo, sono figli d’arte col padre Vittorio per decenni assessore democristiano e prima di lui il nonno, Bebè Cafiero, sindaco di Piano di Sorrento. E qui si è inserito il ricordo della Mamma Rosellina che per entrambi i fratelli ha rappresentato un punto fermo e che tale resta nella loro vita oggi di uomini, mariti e genitori! All’incontro ha preso parte il Sindaco Vincenzo Iaccarino che ha portato i saluti all’ospite, agli organizzatori e alla platea. Un altro sindaco, Giuseppe Tito da Meta, ha partecipato e intervenuto nel dibattito che, durato due ore, sarebbe potuto continuare ancora a lungo senza stancare i presenti che, numerosi, sono intervenuti.

In fin dei conti ci sono voluti una Parrocchia e un Parroco per tornare a parlare di politica a un certo livello in Penisola Sorrentina. Di questo occorre prendere atto soprattutto perchè chi oggi fa politica e soprattutto ricopre ruoli pubblici lo fa sempre “mascherandosi” dentro coalizioni civiche senza identità che sono una delle cause della disaffezione dell’elettorato e del crescente degrado del ceto politico attuale quasi a tutti i livelli. C’è bisogno di tornare a parlare di politica, di confrontarsi sui temi e sui problemi, di immaginare il futuro delle comunità sapendo che chi ricopre pubbliche funzioni ha il dovere di farlo per il “bene comune“. Alla fine questo soltanto può essere il senso di un rinnovato impegno in politica anche del mondo cattolico, lo evidenzia d’Esposito, e il monito va ai tanti, forse troppi, che più o meno inconsapevolmente, continuano a percorrere sentieri che poco o nulla hanno a che fare col bene comune inseguendo soltanto potere e rendite!