Sorrento, il Consiglio ha votato la decadenza di Marco Fiorentino dal consiglio comunale

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SORRENTO – Il Consiglio Comunale ha votato la decadenza di Marco Fiorentino dalla carica di consigliere comunale a conclusione dell’iter avviato a seguito dell’addebito notificato per la causa (tragedia del 1° maggio 2007, Ndr) di primo grado in sede civile. Il Sindaco Giuseppe Cuomo ha dichiarato: “Non è una bella pagina della politica sorrentina, ma ci stiamo comportando come abbiamo fatto per il caso dell’ex consigliere Federico Gargiulo. Abbiamo discusso dell’argomento in maggioranza e in consiglio comunale, ma mi dissocio dalle dichiarazioni rese da Marco Fiorentino che la sua decadenza sia di natura politica. Ci siamo attenuti al parere espresso dal Ministero col massimo garantismo e dando quindi seguito alle procedure di legge“.

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Giuseppe Cuomo

Per il gruppo di Marco Fiorentino ha partecipato soltanto il consigliere Antonino Fiorentino che ha reso la seguente dichiarazione prima di allontanarsi dall’aula e non partecipare al voto (la maggioranza ha approvato all’unanimità dei presenti la decadenza di Fiorentino). Questa la dichiarazione del consigliere Antonino Fiorentino: “Gentile Colleghi Consiglieri, come gruppo consiliare ed in segno di solidarietà nei confronti del consigliere Marco Fiorentino non ritenevamo opportuno partecipare alla seduta odierna del consiglio, tuttavia la mia sola presenza, oggi, ha lo scopo di lasciare traccia di alcune considerazioni necessarie. Il mio intervento non ha l’intento di considerare aspetti giuridici e legali della questione, già ampiamente sottoposti alla vostra attenzione dal Consigliere Marco Fiorentino sia nel corso dei suoi ultimi interventi, sia con le memorie presentate a contestato della contestatagli incompatibilità.

Antonino Fiorentino

Antonino Fiorentino

Tuttavia intendo, in accordo con gli amici dei gruppi consiliari che in questo momento rappresento, solo manifestare – in maniera serena, ma con la determinazione sollecitata dalla convinzione che il consiglio comunale è in procinto di approvare un atto ingiusto sia in quanto ad un profilo morale che politico e giuridico – il nostro sentimento di avversione ad una deliberazione ispirata da logiche solo utili a squallide operazioni politiche ed amministrative. Se un giorno questa vicenda – che ha coinvolto, suo malgrado Marco Fiorentino – sarà, come noi auspichiamo chiarita è bene che resti agfli atti, per la memoria di chi ha già manifestato di non averne, quanto già noto: il consiglio comunale ben può, e anzi già avrebbe potuto nelle scorse sedute, disattendere il parere reso dal Ministero sui prospettati, poco chiari, presupposti dell’applicazione dell’art.63 del D. Lgs 167/2000 ed ognuno dei consiglieri comunali, per le prerogative della propria funzione, prima di esprimere il proprio voto:
1) non può non contestualizzare i tempi in cui sono maturati i fatti;
2) non può non rendersi conto che nella specie la contestazione di incompatiblità non trova ragione, nè trova causa nel disposto normativo invocato;
3) non può non valutare i tempi e le modalità – èer afr accertare se nella specie vi fossero ragioni di incompatibilità – dettati dal responsabile dell’avvocatura, dal presidente del consiglio comunale e dalla segretaria generale;
4) non può non considerare le posizioni di natura politica ed amministrativa, in contrapposizione a quelle dell’amministrazione, assunte dal consigliere Marco Fiorentino;
5) non può non convincersi, come noi oramai convinti, che Marco Fiorentino è vittima di complanari azioni solelcitate dall politica di alcuni e da poteri estranei alla politica;
6) non può, pertanto, non considerare che la contestazione di incompatibilità è dettata solo da logica di opportunità politica e amministrativa.
E allora vi invito a riflettere e a evitare di essere strumenti di una decisione assunta da pochi e profondamente ingiusta e arbitraria”.