Sorrento, il TAR Campania boccia tutti gli atti del piano Ceps all’Atigliana

Stampa

Comune Sorrento2SORRENTO – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha detto NO al piano di edilizia convenzionata CEPS (48 appartamenti in cooperativa) all’Atigliana accogliendo il ricorso presentato da un privato, Massimo Fiorentino, difeso dagli avv. Francesco Saverio Esposito e Vittoria Esposito con l’aggiunta, ad adivandum, dell’Associazione Ambientalista VAS. Accolta la linea del ricorrente con il conseguente annullamento di tutti gli atti con il seguente dispositivo: “Ciò premesso, anche il ricorso per motivi aggiunti è fondato. Per tutte le ragioni sopra illustrate, infatti, il permesso di costruire rilasciato alla CEPS si rivela illegittimo:
a) in via derivata, per l’acclarata illegittimità del PUA sul quale si fonda;
b) perché, così come rilasciato, consentirebbe la realizzazione di un intervento:
– violativo delle condizioni poste dal PUC, in mancanza dei presupposti di cui all’art. 7, L.R. n. 19/2009;
– non conforme alle previsioni, come sopra richiamate, del PUT, il quale costituisce strumento sovraordinato sia al PUC sia al PUA, e non derogabile neppure con gli strumenti della L.R. n. 19/2009.

Assorbita ogni ulteriore censura, il ricorso deve pertanto essere accolto, così come i motivi aggiunti.
Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate nel dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Settima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto (R.G. 4460/2015), lo accoglie, in uno ai motivi aggiunti, e, per l’effetto, annulla: la delibera di Giunta municipale n. 142/2015; la delibera di Giunta municipale n. 38/2015; la disposizione commissariale n. 1/2017. Condanna il Comune di Sorrento e la CEPS S.p.A. in solido al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese del presente giudizio, nella misura complessiva di euro 4.000,00 (quattromila/00), oltre accessori come per legge e rimborso del contributo unificato versato. Condanna, altresì, il Comune di Sorrento e la CEPS S.p.A. in solido al pagamento, in favore dell’interveniente Onlus Associazione Verdi Ambiente e Società, delle spese del presente giudizio, nella misura di euro 2.000,00 (duemila/00), oltre accessori come per legge. Spese compensate nei confronti della Città Metropolitana di Napoli e del Ministero per i Beni e le attività culturali”.

Alla luce di questa sentenza sorge spontanea una riflessione su come è stata impostata la progettazione dell’intervento edilizio. I proponenti ritengono che sia esatto considerare che i vani previsti a S. Lucia rientrerebbero nei 435 vani che la relazione al Piano (PUC) prevede come ancora edificabili a Sorrento. Stando invece alla relazione dell’arch. Riano è possibile edificare, ma soltanto edilizia economica e popolare per soddisfare la domanda di fasce di popolazione veramente bisognose e che, progetti alla mano, non sono quelle previste a S. Lucia. L’aggravante è che questa filosofia trova cittadinanza negli atti ufficiali dell’Ente senza che nessuno, nè le forze tradizionalmente vicine alla gente più bisognosa, abbiano vigilato e soprattutto denunciato questa anomalia sorrentina. In altri tempi sarebbero fioccate iniziative parlamentari, casi come questi sarebbero finiti alla ribalta delle cronache nazionali. Oggi a Sorrento sembra in voga una politica pubblica pro-miliardari piùttosto che pro-cittadini!