A Vico Equense “linciaggio social” per il Sindaco Buonocore per la cattura dei maremmani

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Andrea Buonocore

Andrea Buonocore

VICO EQUENSE – La cattura da parte dei servizi veterinari della Penisola Sorrentina di alcuni cani di razza maremmana cresciuti in libertà sul Monte Faito ha scatenato furiose polemiche, anzi una vera e propria rivolta sui social dove il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, ha dovuto subire un vero e proprio linciaggio per aver disposto l’intervento dei sanitari a tutela dell’incolumità pubblica in quanto i cani sono selvaggi e costituenti un vero e proprio branco che, in qualche caso, ha anche aggredito le persone. Il caso più recente è stato quello di un esponente delle forze dell’ordine che se l’è vista brutta con questi cani.

Bisogna inoltre considerata la circostanza che già erano stati denunciati analoghi episodi per cui se non si fosse intervenuti col blitz che tanta indignazione ha suscitato ne sarebbero potute scaturire conseguenze anche serie per il primo cittadino. Il Sindaco, ricordiamolo, è anche il responsabile dei cani randagi che insistono sul proprio territorio, tant’è che se gli animali sono privi di microchip (grazie al quale si risale al padrone per tramite l’anagrafe canina) vengono registrati a nome del sindaco il quale ne dispone il trasferimento presso le strutture abilitate dove gli animali, dopo un periodo di osservazione, possono essere assegnati a privati che ne facciano richiesta o anche ad associazioni animaliste disponibili. cane

Sicuramente l’immagine dei cani accalappiati col frustone rigido in dotazione al personale veterinario ha suscitato reazioni emotive nei tanti amanti degli animali, ma la reazione è stata assolutamente spropositata almeno nella forma con cui  si è manifestata su facebook. Va detto che l’uso del frustone è quello più appropriato e indolore per l’animale e che viene attuato da personale esperto che interviene in sicurezza per sè stesso e per gli stessi cani che, altrimenti, dovrebbero essere catturati con delle vere e proprie trappole, strumento sicuramente più pericoloso per i possibili danni che ne possono derivare agli animali. Nel link che abbiamo proposto sulla natura e le peculiarità di questa razza spicca tra l’altra la territorialità e la tendenza a vivere in branco che fanno di questi cani, molto indipendenti sul piano caratteriale, degli ottimi guardiani per nulla timorosi dell’uomo.

La loro presenza probabilmente non è casuale (come anche quella dei cavalli) e non si può negare che costituisca comunque un deterrente per la libera circolazione sul Faito. Come ci spiega un esperto della materia, imbattersi in un branco di questi animali selvaggi sicuramente può riservare qualche sorpresa e rivelarsi un rischio per adulti e bambini. Farlo in compagnia del proprio cane per una passeggiata nei boschi presidiati dai maremmani significa destinare il proprio animale a morte sicura per un’aggressione garantita da parte dei “padroni del territorio“.

Foto WWF Maremmano al Faito

Foto WWF Maremmano al Faito

Bisogna fare i conti anche con tutti questi elementi quando si ragiona e si giudicano certi comportamenti dell’Autorità amministrativa che, ne siamo certi, non sono altro che il riflesso delle proprie responsabilità pubbliche e degli obblighi di garantire la sicurezza ai frequentatori della montagna almeno da questo punto di vista! In particolare l’Associazione WWF Terre del Tirreno si è fatta sentire per condannare l’accaduto e diffondere un comunicato (che pubblichiamo integralmente) nel quale evidenzia come la “psicosi da maremmano” rischia di creare un mostro simile al lupo mentre questi cani sono stati fatti oggetto di cronache allarmistiche che hanno provocato l’intervento del Sindaco e dei Servizi Veterinari. wwf-il-maremmano