Dopo i fatti di Genova non è più rinviabile l’intervento sul viadotto stabiese

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Viadotto Castellammare

Viadotto Castellammare

Esattamente un mese fa le cronache costiere si concentravano sulla paventata chiusura da parte dell’ANAS del viadotto di Castellammare di Stabia per effettuarvi lavori di consolidamento e di messa in sicurezza non più rinviabili. Si è registrata una levata di scudi da parte dei Sindaci della Costiera, in primis Lorenzo Balduccelli reduce da un apposito incontro in Prefettura a Napoli, e soprattutto degli Albergatori guidati da Costanzo Iaccarino che hanno evidenziato le gravi ripercussioni che ne sarebbero derivate sulla mobilità in entrata e in uscita dalla Penisola Sorrentina per la prolungata chiusura dell’arteria che bypassa il centro di Castellammare di Stabia se si confermasse l’inizio dei lavori prevista per l’11 settembre e quando la stagione turistica è ancora nel pieno.

Piergiorgio Sagristani

Piergiorgio Sagristani

A seguito della protesta è stata valutata la possibilità di far slittare l’apertura del cantiere a novembre, ma si tratta soltanto di un’ipotesi che, alla luce dei gravissimi fatti di Genova, potrebbe definitivamente sfumare per scongiurare ogni rischio. Si prospetta così un autunno di passione per gli automobilisti e in generale per tutti quanti si spostano lungo la statale sorrentina per cui sarebbe opportuno, dando per assodata la chiusura a settembre, che i Sindaci dell’area stabiese-sorrentina colgano a volo l’invito del primo cittadino di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, che proprio ieri dalle colonne del quotidiano Metropolis, si soffermava sulla necessità di riunirsi per adottare una serie di iniziative in materia di traffico e mobilità.

Mariano Pontecorvo

Mariano Pontecorvo

Sagristani per la verità si è spinto anche oltre proponendo come soluzione al problema traffico a lungo termine la realizzazione di una metropolitana peninsulare, rispolverando una vecchia idea proposta da un consigliere sorrentino, Mariano Pontecorvo, senza che però riuscisse a calamitare consensi sufficienti perlomeno ad avviare una discussione sull’argomento.

Resta il fatto che dopo alcuni maldestri tentativi da parte dei Sindaci di ragionare tutti insieme di traffico, di mobilità urbana ed extraurbana, di lotta all’inquinamento atmosferico, ora l’imminente chiusura del viadotto rende improcrastinabile un’attenta valutazione del problema e soprattutto l’adozione di provvedimenti urgenti per scongiurare il caos settembrino. Il tempo disponibile è poco e a questo punto l’adozione della circolazione a targhe alterne diventa una scelta obbligata, quantunque non sufficiente. Staremo a vedere se dalle parole si passerà ai fatti dopo la pausa ferragostana anche perchè, dopo i fatti di Genova, difficilmente ci sarà chi vorrà assumersi la responsabilità di postecipare ulteriormente li avori di messa in sicurezza della panoramica.