A Meta su Villa Giuseppina un nuovo scontro tra Giuseppe Tito e Paolo Trapani

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Giuseppe Tito

Giuseppe Tito

Oggi Metropolis pubblica un ampio servizio sul caso di “Villa Giuseppina” dando voce al Sindaco Giuseppe Tito che smentisce qualunque irregolarità nelle procedure amministrative e la piena legittimità dell’operazione di locazione dell’immobile di proprietà comunale che versa regolarmente il canone al Comune di Meta. Puntuale anche quest’estate è scoppiato uno scandalo politico-amministrativo con grande risalto mediatico, ma scarsi o nulli effetti concreti (almeno nell’immediato) per cui oltre al clamore suscitato dalla meticolosa inchiesta condotta da Johnny Pollio e che rivela i dettagli dell’operazione, a far parlare è l’iniziativa assunta da Paolo Trapani, segretario cittadino del PD ed ex sindaco di Meta, che ha messo nero su bianca una richiesta di chiarimenti indirizzata alla segretaria comunale Deborah De Riso.

Paolo Trapani

Paolo Trapani

Si ripropone quindi lo scontro tra i due leader Dem quando ormai manca meno di un anno alle elezioni per le quali Tito ha già annunciato di essere pronto a ricandidarsi anche a prescindere dal PD, partito col quale allo stato attuale non è chiaro che tipo di rapporti intrattenga il primo cittadino che non ha mai smentito le indiscrezioni giornalistiche su possibili flirt con la Lega salviniana. Trapani dal canto suo sta perseguendo metodicamente l’obiettivo di rendere protagonista il PD di questa stagione politico.amministrativa per recuperare un ruolo alla politica che Tito ha fortemente personalizzata addirittura coniando per sè lo slogan di “sindaco del popolo” proprio a ribadire che sono i suoi Concittadini ed elettori i soli per i quali lui lavora, ai quali intende dar conto e da cui si attende il giudizio nelle urne, anche relativamente all’inchiesta su presunte tangenti addebitategli dalla Procura di Torre Annunziata in un’inchiesta che sembra destinata ad abortire o a finire con la prescrizione di presunti reati ormai datati e tutt’altro che dimostrati.

Di esposti e denunce nel corso di questi anni ne sono stati fatti parecchi e tutti anche su questioni scottanti, ma non hanno intaccato il Sindaco anche quando hanno riguardato i suoi interessi imprenditoriali alberghieri. Ecco perchè lo scontro politico potrà aver luogo soltanto nel momento elettorale e se ci sarà uno sfidante in grado di competere con Tito e di sottrargli la chance della rielezione. Tito però da vecchio volpone della politica non solo ha affilate le armi, ma ha già pronta la squadra che lo affiancherà nella prossima tornata elettorale e non fa mistero di essere davvero curioso di conoscere chi oserà sfidarlo in quella che a questo punto si prospetta come una trionfale rielezione per la quale fanno un po’ tutti a gara per aggiudicarsi un posto nella sua lista!

Antonella Viggiano

Antonella Viggiano

Le rivendicazioni sull’opera svolta in questi anni da parte dell’ex sfidante di Tito, Antonella Viggiano, appaionio tardive e poco consistenti, piuttosto confermano l’intento dell’Architetto di restare in partita. Qualcuno insinua addirittura che potrebbe formarsi un’inedita alleanza proprio tra Tito e la Viggiano per sbarrare definitivamente la strada a un possibile ritorno di Trapani con i reduci di un PD praticamente allo sbando.

Susanna Barba

Susanna Barba

Resta l’incognita di ciò che farà un’altra protagonista di questa stagione, l’avv. Susanna Barba, la sola ad aver svolto un ruolo di chiara opposizione amministrativa a Tito conseguendo significativi risultati. Sarà lei l‘anti-Tito, la possibile candidata di uno schieramento autenticamente concorrente col primo cittadino uscente? Certo è che fonti ben informate riferiscono di accaniti corteggiamenti alla Barba affinchè si renda disponibile all’impresa che potrebbe coagulare forze trasversali accomunate dall’interesse di sbarrare la strada a un Tito-Bis. Per il momento però si tratta di indiscrezioni, ma le novità sono attese per l’autunno per una serie concomitante di eventi che potrebbero svelare l’arcano e soprattutto chi sarà il vero sfidante del sindaco del popolo.

LA LETTERA DI PAOLO TRAPANI ALLA SEGRETARIA COMUNALE

Meta

Meta

Oggetto: Richiesta informazioni sull’appartamento in Villa Giuseppina di proprietà del Comune di Meta

Alla luce di quanto emerso dall’inchiesta pubblicata su un blog locale, in merito all’appartamento in Villa Giuseppina di proprietà del Comune di Meta, di cui ai seguenti link:

1) http://www.talepiano.it/inchiesta-pane-amore-boutique-hotel-lappartamento-villa-giuseppina-acquistato-dal-comune-realizzare-museo-del-mare-finisce-allasta-beni-locare-puntata/
2) http://www.talepiano.it/inchiesta-pane-amore-boutique-hotel-lappartamento-villa-giuseppina-prezzo-della-locazione-laggiudicazione-le-strane-variazioni-catastali-continua-la-nostra-inchiesta-nel-nome-del-mar/
3) http://www.talepiano.it/inchiesta-pane-amore-boutique-hotel-lappartamento-villa-giuseppina-spunta-boutique-hotel-fitness-center-piccola-piscina-sul-terrazzo-terza-ed-ultima-puntata/
considerata la rilevanza pubblica del bene in oggetto, acquisito al patrimonio comunale,
si chiede
1) di conoscere l’iter seguito dall’Amministrazione Comunale dal momento in cui il Consiglio Comunale ha dichiarato l’interesse pubblico ad acquisire il bene ed ha espresso l’indirizzo di realizzare un Museo del Mare fino all’attuale destinazione dell’immobile, locato per uso abitativo;
2) se l’uso abitativo menzionato nel bando è attualmente rispettato, ossia se l’appartamento è adibito ad abitazione privata;
3) perché il prezzo a base d’asta della locazione era inferiore ai valori di mercato ordinari, nonostante le indiscusse peculiarità del bene;
4) se, nel determinare il prezzo a base d’asta, si sia tenuto conto della possibilità di esercitare attività turistica extralberghiera;
5) se l’attività esercitata all’interno dell’appartamento possegga il titolo abilitativo previsto dalla L.R.17/2001
6) se le opere realizzate all’interno dell’appartamento sono state autorizzate dalla Soprintendenza come prevede l’art. 21 del D. lgv. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);
7) se le opere realizzate all’interno dell’appartamento posseggono il titolo abilitativo previsto dall’art. 22 del D.P.R.380/2001 (Testo unico dell’edilizia);
8) se le opere realizzate all’interno dell’appartamento possano aver determinato un cambio di destinazione d’uso dell’immobile;
9) se il Sindaco ha esercitato le funzioni di controllo di competenza.
Restando in attesa di un riscontro, distinti saluti”