Put Penisola Sorrentina, l’allarme del WWF: modifiche illegittime

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Penisola Sorrentina

Penisola Sorrentina

Si riapre lo scontro tra politica e ambientalisti sull’iniziativa di modifica al Put proposte dal consigliere regionale Alfonso Longobardi e approvate in sede di commissione cui manca soltanto il voto dell’aula. L’iniziativa segue di qualche giorno la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale in materia di abusivismo edilizio, ciò nonostante si prosegue sulla strada di introdurre quelle modifiche al Put della Penisola Sorrentino-Amalfitana che aprirebbero la strada, secondo gli ambientalisti, a una nuova ondata di cemento armato, ciò in dispregio del codice per i beni culturali e della sentenza 11/2016 con cui la Corte Costituzionale ha ribadito che il PUT ha valenza di Piano Paesaggistico per cui la Regione non può cambiarselo da sola. 

Claudio d'Esposito

Claudio d’Esposito

A suonare l’ennesimo allarme è ancora una volta il WWF Terre del Tirreno: “Il PUT è uno strumento prezioso e va difeso senza esitazioni – sottolinea il Presidente Claudio d’Espositobisogna evitare di trasformare l’intera Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana, riconosciuta dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità, in un enorme Autogrill o in una Gardaland di serie C. Col pretesto di semplificare “i vincoli urbanistici che da anni bloccano lo sviluppo del territorio”, si pongono invece le basi per un disastro“. Che cosa contesta il WWF? “Nell’emendamento proposto con l’art.5 si introduce un Preliminare di Piano Paesaggistico da condividere solo alla fine con la Soprintendenza … a scatola chiusa. Nessun coinvolgimento e partecipazione di soggetti e/o associazioni portatrici di interessi diffusi e nessuna pubblicità, il tutto in barba alle prescrizioni (art. 144) del Codice dei Beni Culturali. L’emendamento proposto appare l’ennesimo colpo di mano di mezza estate, dopo che l’anno scorso fu tentato analogo “blitz” mentre le fiamme distruggevano l’Italia!“.

Secondo il WWF le modifiche proposte servono a dare il via libera a una serie di interventi che, allo stato, non si possono realizzare. “Abbiamo individuato tutta una serie di opere (che giacciono nei cassetti da tempo) che prenderebbero il via, con mutamenti di destinazione d’uso, consumo di suolo e incrementi per le attività turistico-ricettive. Appare chiaro che tale machiavellica modifica è stata scritta a più mani, che non sono certo solo quelle dei firmatari! L’impatto devastante di tale proposta avrebbe ripercussioni sull’intero fragile territorio. Il WWF chiede a gran voce che venga bloccata l’approvazione della deprecabile iniziativa di legge ed ogni tentativo di deregulation urbanistica utile solo alla cementificazione ad oltranza del nostro territorio, riservandosi ogni ulteriore azione a tutela di un patrimonio storico-ambientale e culturale di massimo pregio“.