Sant’Agnello, grana giudiziaria per Sindaco ed ex Giunta Comunale

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Sagristani Piergiorgio

Piergiorgio Sagristani

SANT’AGNELLO – Il Sindaco Piergiorgio Sagristani e i componenti della sua ex Giunta comunale (fatta eccezione per Antonino Castellano assente all’approvazione dell’atto amministrativo incriminato) sono finiti al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata condotta dal sostituto procuratore Rosa Annunziata che ha formulato una contestazione di “abuso d’ufficio in concorso” a sindaco, giunta, segretario comunale e a un imprenditore. Si ritrovano accusati della stessa ipotesi di reato Sagristani, Clara Accardi (ex vice sindaco e oggi componente della giunta), Pasquale Esposito (ex assessore non ricandidatosi alle ultime elezioni amministrative), Giuseppe Gargiulo (oggi vice sindaco e all’epoca dei fatti, il 2014, assessore), l’imprenditore Raffaele D’Esposito.

La vicenda riguarda la cessione di un credito vantato dall’Amministrazione Comunale nei confronti di un privato, Pasquale De Luca, insolvente per una somma di 400mila euro che il Comune nel corso degli anni non è riuscito a farsi pagare. Che c’entra D’Esposito in questa storia? L’imprenditore è in causa con De Luca e propone al Comune di cedergli il credito di 400mila euro a fronte del pagamento immediato di 250mila euro. Per l’Amministrazione si prospetta così l’eventualità di recuperare quasi 2/3 della somma vantata a credito e istruisce la “cessione” per la quale il De Luca si scopre in debito non più nei confronti del Comune di Sant’Agnello quanto della sua controparte in giudizio. Non ci sta e sporge una denuncia all’Autorità Giudiziaria nei confronti del Sindaco, della Giunta, del funzionario e del D’Esposito. Il Sindaco si è dichiarato tranquillo e fiducioso nella giustizia “…avendo operato esclusivamente nell’interesse del Comune di Sant’Agnello…” trattandosi di un credito datato e sul quale le speranze di un recupero erano assai remote. Da qui la convenienza alla cessione del credito in cambio di 250mila euro in contanti che per un Comune rappresentano pur sempre una bella somma di denaro da investire nelle sue attività.