Piano di Sorrento

Piano di Sorrento, il comunicato delle Suore Agostiniane sul Supermercato

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supermercatoPIANO DI SORRENTO – Sulla vicenda del Supermercato “Due Mari” ubicato a via delle Rose le Suore Agostiniane proprietarie dell’immobile sono intervenute per chiarire la vicenda che la scorsa settimana è salita alla ribalta delle cronache per lo sciopero indetto dai lavoratori per contestare il mancato rinnovo del contratto di fitto alla società. Una vicenda che ha mobilitato anche i sindacati per una presunta chiusura del supermercato al 30 giugno scorso. In realtà il contratto di locazione scadrà il 31 maggio del 2019 per cui le Suore hanno ritenuto di dover spiegare come sono andate effettivamente le cose visto il grande interesse mediatico suscitato dalla notizia. Pubblichiamo di seguito il comunicato del sodalizio religioso carottese.

COMUNICATO DELLE SUORE AGOSTINIANE RIPARATRICI

“In riferimento alle notizie diffuse dai media sulla vicenda riguardante il locale di nostra proprietà ubicata in Via delle Rose a Piano di Sorrento e che ospita “il Supermercato” della società Due Mari Srl, nostro malgrado siamo costrette a fare alcune puntualizzazioni rispetto a quanto asserito da suddetta società e alla successiva proclamazione di sciopero del personale dipendente a firma UIL-TUCS e FILCAMS-CGIL. Ciò al solo fine di sgomberare il campo da false rappresentazioni della realtà e a tutela del buon nome del Monastero delle Suore Agostiniane Riparatrici.
E veniamo ai fatti. Il precedente conduttore del locale, la società DICO SpA, è stata sottoposta alla procedura di concordato preventivo per evitare il fallimento. Nell’ambito di questa procedura il Tribunale di Roma ha disposto la cessione del ramo d’azienda costituita da N°20 punti vendita in Campania e, fra questi, anche il locale commerciale di nostra proprietà.
Nelle more dell’espletamento della procedura competitiva per la vendita del ramo d’azienda, abbiamo inviato in data 20 febbraio 2018 alla società DICO SpA la lettera con la quale esercitavamo il nostro incontrovertibile diritto a non rinnovare il contratto di locazione alla sua prossima naturale scadenza prevista per il 31 maggio 2019.

Il termine ultimo per il deposito delle offerte d’acquisto del ramo d’azienda scadeva il 15 marzo 2018. Quando la Società DUE MARI Srl ha presentato la propria offerta d’acquisto dei punti vendita condotti da DICO SpA era pertanto ben consapevole e a conoscenza dell’avvenuto esercizio della facoltà di non rinnovare il contratto da parte del Monastero per il punto vendita di Piano di Sorrento e di tale circostanza, evidentemente, la DUE MARI ha tenuto conto anche nel formulare la propria proposta economica.
Ci lascia perciò sgomenti la dichiarazione che il Monastero abbia rifiutato di rinnovare il contratto perché la DUE MARI, prima di formulare la proposta di acquisto dei punti vendita della DICO, era a conoscenza dell’avvenuto esercizio della facoltà di non rinnovare il contratto di locazione da parte nostra.
Quindi il Monastero non ha negato alla DUE MARI il rinnovo del contratto, ma ha notificato la disdetta alla DICO sottoposta a procedura di concordato preventivo per far fronte alla notevole esposizione debitoria. A seguito di tale disdetta il Monastero ha sottoscritto un nuovo contratto di locazione.

Per quale motivo la DUE MARI ha asserito che il contratto scadrà il prossimo 30 giugno 2018 piuttosto che il 31 maggio 2019 creando allarmismo nei lavoratori?
Da tutto ciò si evince la strumentalizzazione di questa vicenda aggravata dalla falsa rappresentazione pubblica di una scadenza contrattuale imminente e che invece avrà luogo tra un anno e secondo tutto quanto rappresentato a conferma dell’assoluta correttezza e trasparenza del nostro operato, secondo costume e tradizione, coerente con i principi istitutivi dell’Ordine Agostiniano e con l’antica storia da sempre svolta dal Monastero di Piano di Sorrento a tutela delle fasce sociali più deboli, dell’educazione e formazione dell’infanzia, con spirito di autentica solidarietà sempre al servizio della comunità nei limiti consentiti e accettabili. Si auspica pertanto che anche la stampa, nel corretto esercizio della sua importante funzione sociale, concorra a ripristinare una corretta ed esaustiva informazione su questa vicenda che, nostro malgrado, ci ha portate impropriamente alla ribalta della cronache non solo locali”.

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