Giuseppe Cuomo: “La sanità in Costiera è una schifezza…” Conferenza Stampa de Il Pellicano

Stampa

sanita2SORRENTO – Nell’aula consiliare del Comune di Sorrento e anche fuori rimbombano le dure parole pronunciate dal sindaco Giuseppe Cuomo:La sanità in Costiera è una schifezza!”. Si è aperta così la conferenza stampa indetta dall’Associazione “Il Pellicano” diretta da Giuseppe Staiano per denunciare il degrado del servizio pubblico nel distretto peninsulare e con lui l’On. Flora Beneduce, consigliera regionale di Forza Italia e primario degli Ospedali Riuniti della Penisola Sorrentina in aspettativa per mandato elettorale. A moderare l’incontro il giornalista Antonino Pane.

Ad ascoltare i protagonisti di questa conferenza stampa è uno scenario da incubo quello in cui versa il servizio sanitario pubblico locale per lo stato di degrado, di disorganzizazione e di inefficienza del servizo nel distretto denunciato da Staiano e confermato dagli interventi di Cuomo e soprattutto della Beneduce che, come addetto ai lavori, ha parlato della sanità peninsulare come di una sanità da terzo mondo gestita e strumentalizzata a proprio uso e consumo dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca, con tante promesse e nessun fatto concreto, tranne che i fondi vengono sistematicamente dirottati altrove lasciando nel disastro gli ospedali di Sorrento e di Vico Equense. La prospettiva dell’Ospedale Unico, di recente tornato alla ribalta delle cronache per l’annuncio dello stesso De Luca di volerlo realizzare a Sant’Agnello secondo il progetto esistente e mettendo a disposizione 60 mln di euro di fondi regionali, invece di essere una bella e confortante notizia finisce nel tritacarne di critiche ipocrite dove “al tutti lo vogliamo…” segue l’elenco dei problemi e delle deficienze esistenti che addirittura mettono a rischio la vita dei pazienti facendo passare in ultimo piano il sogno dell’Ospedale unico.

sanita4La gente ha paura di ricoverarsi a Sorrento…” dove Staianoassolve” soltanto la cardiologia diretta dal Primario Costantino Astarita perchè c’è un capo che sovrintende al lavoro e garantisce livelli di assistenza decenti, mentre la Beneduce denuncia carenze tali per cui a Vico Equense solo periodicamente un cardiologo effettua le visite di controllo pre-operatorie ai pazienti le cui schede cliniche sono estemporanee e sommarie, denuncia la Dottoressa. Scenari da incubo quelli disegnati dalla Beneduce che addirittura spiega di doversi comunque impegnare in ospedale a dare man forte ai colleghi per fronteggiare le criticità nell’assistenza. Come poi faccia a prestare questo tipo di servizio essendo in aspettativa e non potendo quindi formalmente esercitare la professione nella struttura ospedaliera la Beneduce non lo spiega e seppure trattasi, a suo dire, della volontà di assicurare un servizio minimo all’utenza, vista la delicatezza della materia non si comprende chi l’autorizzi ad operare sui pazienti senza averne facoltà e responsabilità! Anche su questo è opportuno che il direttore generale proceda a una verifica!

Da tempo la sanità e l’Ospedale di Sorrento sono nel mirino del Sindaco Cuomo sul quale evidentemente pesa anche la prospettiva della dismissione dell’attuale nosocomio sorrentino e la sua possibile riconversione in struttura ricettiva turistica, un vero e proprio incubo per una certa imprenditoria alberghiera che non vede di buon occhio un’operazione del genere per la prevedibile concorrenza extra-peninsulare pronta a gettarsi a capofitto sull’inatteso business. Questo onestamente va detto e lo stesso annuncio di Staiano di solidarizzare con Cuomo e di nominarlo simbolicamente tutore della buona salute e della lotta per una migliore sanità in Penisola conferma l’esistenza di una precisa strategia finalizzata a conservare, migliorandolo, l’esistente per distogliere lo sguardo dalla prospettiva di un nuovo e moderno ospedale. Inutile richiamare l’attenzione sul fatto che progettare il futuro non significa abbandonare il presente, anzi! A tal proposito ci soccorre un pensiero di Sir Bacon  “…Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé».

Restando in tema e alle acque agitate in materia di sanità, allo stato sembra prevale quella parte “politicamente destruens” dell’organizzazione sanitaria locale che mortifica anche l’opera di professionalità di prima linea che non meritano un tale trattamento! Se restano a guardare vuol dire però che manca in campo una “pars construens” in grado di esprimersi con autorevolezza per respingere logiche desuete che hanno condotto la sanità in generale allo sfascio! Infine non si può escludere l’ipotesi che il “fuoco concentrato” contro la sanità peninsulare serva in questo momento a far passare in secondo piano quell’emergernza mobilità e traffico dove la politica è in forte ritardo e non sembra volersi assumere responsabilità visto che si tratta di assumere decisioni impopolari e lesive di specifici interessi. (Red. PinP)