Meta, nel PD ancora scintille tra Paolo Trapani e Giuseppe Tito

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Trapani e Tito

Trapani e Tito

META – La tregua è stata apparente e soprattutto è durata poco: tra Paolo Trapani, segretario cittadino del PD, e Giuseppe Tito sindaco di Meta e Consigliere Metropolitano di Napoli il clima è tornato a inasprirsi con i due Dem che si lanciano bordate attraverso la stampa. Il via l’ha dato Tito commentando duramente l’esito delle elezioni politiche e suonando la carica addirittura contro la segreteria provinciale accusata di aver mal gestito le candidature a prescindere dalla debacle che ha colpito il PD a livello nazionale. Tito ha solo anticipato di 24 ore la dura presa di posizione dei 5 consiglieri regionali avversari di Massimo Costa che hanno chiamato in causa il partito per la gestione della fase elettorale e l’esito infausto annunciando di disertare la direzione provinciale prima convocata per domani e quindi rinviata a mercoledì 14 marzo quando i giochi saranno fatti a livello nazionale con la Direzione Nazionale convocata per lunedì.

Si preannuncia quindi una resa dei conti tra le diverse componenti interne al PD ed anche in Penisola Sorrentina i circoli che non hanno sostenuto Costa si stanno mobilitando, in particolare quelli di Piano di Sorrento e Vico Equense. Alle dure accuse di Tito che si è tolto qualche sassolino dalle scarpe per la sua mancata candidatura ha replicato Trapani tirando un ballo anche il modo di amministrare del Sindaco e accusandolo di essere responsabile del fallimento del PD per non aver mai voluto costituire il gruppo consiliare e sviluppare così una politica amministrativa che valorizzasse l’appartenenza al PD degli Amministratori. Quella di Trapani sembra però soltanto l’anticipo di una vera e propria resa dei conti finale con Tito visto che ormai si sono aperti i giochi anche in vista delle prossime amministrative e Tito si muove a 360 gradi sullo scacchiere politico metese con l’intento di fare il vuoto intorno a Trapani considerato un potenziale concorrente.

Anche a costo di assimilare l’area di opposizione considerata più abbordabile, quella di Antonella Viggiano tanto per intendersi fino al punto di invitare il giornalista de “Il Mattino” Ciriaco Viggiano (nipote della Antonella) a candidarsi e offrendogli addirittura la poltrona di sindaco. Un’ipotesi per il momento declinata dall’interessato, ma che lascia intendere come Tito sia disposto a giocarsi tutte le carte da qui all’anno venturo per riequilibrare i conti anche interni alla sua stessa maggioranza non ritenuta più del tutto affidabile in vista di una campagna elettorale molto delicata e sulla quale potrebbe pesare anche l’esito del procedimento giudiziario che vede Tito indagato. Insomma il clima politico metese è tornato a farsi incandescente mentre trapelano indiscrezioni su altre novità in arrivo che possono ulteriormente pregiudicare l’esito di questo fine consiliatura facendo ulteriormente salire la temperatura politica.