Fantapolitica sorrentina…ma non tanto: anche Dante condanna Bruto!

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anonymousdi Anonymous

Anche Dante Alighieri condanna Bruto, Inferno canto XXXIV, mentre a Sorrento se la spassano. Mentre l’aria diventa sempre più irrespirabile per il caldo e per l’umidità e non per il fetore, la puzza e il disgusto che proviene dal comportamento di taluni personaggi. Il gruppo politico di Mariano, in uno con Mario piglia tutto (deleghe, spazi politici, candidatura, etcetc…) dilaga in maniera impressionante. Increduli la Teresa di Marano e l’assessore io vado al Massimo. Chi non si accorge di nulla volutamente è don Peppino.
Nella notte di San Lorenzo si decide di decapitare il vice cancelliere. Un’operazione indolore per un esecuzione che porterà la Teresa di Marano direttamente in una posizione di tutto rispetto, ma potrà essere annoverata nei gironi dei traditori, come narra Dante nella Divina Commedia.
Il Mariano abituato dal ponte di comando decide chi salvare: ha solo l’imbarazzo della scelta. Ma chi salverà lui? Infatti il presidente don Mazzillo per salvarsi la poltrona e resistere dagli assalti di Luigino il biricchino ha stipulato una intesa. All’ombra del Vesuvio Raffaele detto la scienza per la sua raffinata preparazione di recente è ricomparso sulla scena.
La notte di San Lorenzo tutta sorrentina prosegue anche con l’arrivo del super giudice Cantone e qualche mala lingua già dice che forse ha preso una cantonata a venire nella città della super trasparenza tanto che il buon Marcone pensa di dimettersi dalla super commissione alla trasparenza perché non serve a niente… non ci sta nulla da fare. Legalità e trasparenza al 1000 x 1000 .

Non ci sta corruzione…La turbativa d’asta nemmeno sanno cosa è… Non ci sta illegalità.. Non ci sta illegittimità negli atti… Non ci sono interessi privati e nemmeno atti falsi… Non esiste la violazione di legge… Non ci sono Consiglieri assunti in Cooperative che hanno ricevuto affidi diretti o figli di dirigenti assunti in società piene di debiti con il Comune: insomma una città modello.
E’ in questo inferno quotidiano, come quello dantesco, che si trovano gli ignavi, i farisei, i traditori, i ladri, i ruffiani e i fraudolenti ed anche Bruto e chi come lui pugnala alle spalle sta all’inferno, ma a Sorrento si sono insediati nei posti di comando.