Mario Russo: “lettera aperta a Totò Riina”

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di Mario Russo*

toto-riinaCaro Totò,
hai lo stesso nome del nostro Principe, ma non ci hai fatto ridere. Anzi, chissà come si sta li dentro, ma non credo che tu abbia mai preso botte e nessuno ti ha mai fatto il culo. Qui dove vuoi venire a morire, il culo ce lo ha fatto il Governo, Equitalia, l’Euro e la Fornero. Tanti di noi pure hanno scelto di morire, morire prima del tempo, per dignità. Al mio paese spesso a mezzanotte sparano botti per il compleanno, così liberamente. E sono cose che danno gioia. E le tue “botte”? Tu si che sapevi metterle!!! E adesso? Ah lo sai: ora anche qui gli uomini si baciano!! Si vogliono bene. Proprio come facevi tu con Giulio: ma non per affari, per Amore.
Cambiano i tempi, cadono autostrade e ponti ma non per colpa di costruttori senza scrupolo. E’ che non riescono a reperire cadaveri di uomini tutti di un pezzo. Anche qui hanno usato acido per far sparire le persone, hai fatto scuola!!! Ed altri scompaiono senza che nessuno ne sappia piu niente!! Spero che almeno li cerchino… Però qui andresti in difficoltà. Vorrei vederti da queste parti riuscire a farci aspettare tanti anni per scoprire mandanti di stragi, rapporti con politici e inquirenti. Qui si sa tutto da prima!!! I Trent’anni passeranno per il processo dove ci sarà un errore di procedura e verranno risarciti e riveriti.

Anche questo è già successo qui. ’Vorrei dirti di non uscire da li Toto’. Qui si sta peggio, credimi. I vecchietti come te spesso li trovo d’inverno fuori ai ristoranti a guardare le macchine perchè la pensione non basta. Altre volte litigano con quei ragazzi di 60 anni, troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per lavorare. Per lo stesso motivo, per fame, per dignità. Loro non hanno il vitalizio e nemmeno il patto con la Morte. Pure loro cercano un momento ed un luogo dignitoso dove poter morire. Lo fanno tutti i giorni, aspettando mesi per una ecografia ed ore sotto il sole o la pioggia per una mangiata di pidocchi da ritirare alla Posta.

Lo sai che mi ero quasi dimenticato di te! Che ingiustizia averti tenuto in vita!! Se c’è qualcuno che tiene il conto delle persone scomparse, spero si ricordi presto di te e di quelli come te. Quest’anno sono morti tanti giovani .Tanti bambini sono rimasti orfani. Proprio come li rendevi tu. Mio padre è andato via tanti anni fa. Al contrario di te ha servito la patria per sette anni, cresciuto 5 figli ed ha lavorato per tutta la vita. Lo ringrazio tutti i giorni per quello che ci ha dato e ricordando le sue mani io non riesco ad aver pena per te. Che Dio maledica il resto dei tuoi giorni e la tua morte.

* Presidente del Consiglio Comunale di Piano di Sorrento (NA)