Sui grandi temi socio-ambientali non servono gli Opinionisti e i Polemisti!

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inquinamentoCi sono argomenti di pubblico interesse che, grazie ai social, alimentano un vero e proprio dibattito nel quale si cimentano una pluralità di persone che spesso danno voce a un popolo silenzioso che ha acquisito la facoltà di esprimersi e di commentare in un’agorà virtuale in grado di rendere tutti protagonisti di riflessioni, di critiche più o meno aspre, di proposte (poche in verità) utili a escogitare soluzioni da parte di chi ne ha facoltà. Restando in ambito peninsulare identifichiamo almeno tre tematiche ad alto impatto sugli interessi dell’opinione pubblica e sul suo livello di coinvolgimento nella dibattito: 1) inquinamento dell’aria frutto dell’accresciuto traffico su gomma a livello urbano e interurbano; 2) inquinamento elettromagnetico connesso all’implementazione delle reti di telefonia mobile; 3) inquinamento del mare in conseguenza di una rete fognaria inadeguata, si processi di smaltimento illegali e della, mancanza di trattamenti di depurazione.

facebookSe proviamo a scorrere le bacheche facebook dei più noti opinionisti o polemisti, ma anche di tanti semplici cittadini questi agomenti vengono ripetutamente denunciati con tanto di apprezzamento critico nei confronti delle autorità preposte, prevalentemente amministrative e politiche. A ben vedere spesso proprio queste Autorità sono del tutto incapaci di agire secondo le aspettative della gente se non al prezzo di mortificarne abitudini e costumi, prerogative e libertà col risultato che tale discussioni restano puro esercizio intellettuale con implicazioni stressanti per tutte le parti in causa: chi critica e chi è criticato! Questo perchè si tratta per lo più di problemi che investono le “responsabilità collettive” e in quanto tali possono essere affrontate da chi di dovere soltanto attraverso il coinvolgimento attivo dei Cittadini. Si muore di traffico e di smog, ma il numero di auto, moto, bus e quanto altro circola sulle nostre strade lo decidiamo soltanto noi. Una politica di regolamentazione, che poi significa restrizione della mobilità, ci chiama direttamente in causa e può essere attuata dalle Amministrazioni soltanto se poi siamo disponibili a rinunciare a “presunte comodità” come per esempio l’utilizzo dell’auto e/o della moto se venisse contingentato!

Al momento l’unico provvedimento che le Amministrazioni pubbliche possono adottare per ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico provocato dalle emissioni dei motori è quello dell’interdizione al traffico di determinate aree urbane con l’istituzione di ZTL e/o di circolazione a targhe alterne per ridurre il numero dei veicoli. Misurare i livelli di inquinamento atmosferico con le centraline mobili o fisse non è la soluzione del problema, piuttosto la certificazione di un’emergenza che, in quanto tale, una volta conclamata implica l’adozione di provvedimenti conseguenti e che sono ad alto impatto sulle abitudini individuali e collettive. inquinamento-elettromagneticoPer quanto concerne l’inquinamento elettromagnetico causato dalle cosiddette “antenne telefoniche” (ma tanti altri fattori sono concausa del fenomeno) qualunque comunità è pronta ad alzare le barricate e a scontrarsi con le Amministrazioni quando i Gestori dei servizi decidono di installare nuovi impianti allo scopo di estendere e di migliorare il servizio all’utenza. Siamo disposti a rinunciare al cellulare sempre connesso e a copertura garantita in ogni angolo del Paese?

inquinamento-marinoQuesta è la domanda che ci dobbiamo porre prima di scatenare qualunque crociata! Infine l’inquinamento marino in gran parte provocato da una rete fognaria assolutamente inadeguata (nonostante i miliardi spesi nel corso degli ultimi trent’anni per un fantomatico adeguamento e ammodernamento) da smaltimenti fuori legge che spesso sono frutto di abusi edilizi, di sversamenti illegali di ogni tipo nelle aree pubbliche (per esempio nei Valloni), di attività produttive fuori norma se non addirittura illegali siano esse industriali o agricole (allevamenti animali), di gestione dei processi aziendali ad alto impatto ambioentale improntati a logiche del risparmio e quindi dello smaltimenti illecito, della cattiva od omessa manutenzione degli impianti che sversano direttamente in fogna o nel mare liquami e qualunque altro tipo di residuo. Il tutto senza considerare gli inquinanti tossici legati ai traffici illeciti e di cui la Penisola Sorrentina non è indenne! Qualche giorno fa autorevoli fonti regionali hanno confermato che il Depuratore di Punta Gradelle, considerato uno degli impianti più all’avanguardia addirittura in Europa per le sue caratteristiche, entrerà in funzione entro il mese di Giugno 2017 e si prevede una cerimonia inaugurale degna di un’olimpiade! Anche in questo caso e nonostante ritardi decennali la soluzione non assolve l’utenza dal farsi carico di oneri e responsabilità per garantire il regolare funzionamento dell’impianto e l’efficacia dell’azione depurativa.

Insomma, gira e rigira, questi grossi problemi non possono essere affrontati e risolti senza un coinvolgimento attivo e permanente dei Cittadini. Cioè degli Amministrati che, storia ed esperienza insegnano, hanno tutti grosse responsabilità nel sostenere e premiare un certo modo di far politica e di amministrare la cosa pubblica! ViC