“No alla Violenza” il Comune di Piano di Sorrento in prima linea contro il bullismo

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Mario Russo

Mario Russo

PIANO DI SORRENTO – L’ha voluto fortemente il Presidente del Consiglio Comunale Mario Russo per dare una scossa alla comunità locale e peninsulare che si interroga sulle vere ragioni per cui Luigi Celentano è scomparso da 40 giorni dalla Penisola Sorrentina. Così è nata l’idea di riunire attorno a uno stesso tavolo tutti i protagonisti di una battaglia di civiltà: la lotta al bullismo e a ogni forma di violenza verso i minori, piaga che anche nella realtà costiera si manifesta con frequenza e anche in modo preoccupante. L’appuntamento è per giovedì 30 marzo, alle ore 18.30, a Villa Fondi dove oltre alle Forze dell’Ordine ci sarà il Procuratore Aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio, Nicola Lombardo Direttore dell’Area Comunicazione della Società Calcio Napoli e il medico sociale Alfonso De Nicola, le scuole, i forum giovanili e le associazioni del mondo cattolico e sportivo.

violenza“Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare tutti quanti nei confronti di questa nuova emergenza sociale – spiega Mario Russo – e ringrazio per la straordinaria disponibilità tutti i relatori che porteranno il loro contributo all’incontro. I Responsabili del Calcio Napoli intendono testimoniare una particolare attenzione a questo tema e di ciò gli siamo particolarmente grati perchè ci auguriamo che i giovani colgano il significato di questo messaggio. Col Sindaco ci siamo mossi con decisione per mandare un segnale forte con l’augurio che Luigi ritorni a casa. Il suo è diventato un caso nazionale per l’attenzione che gli hanno riservato i media e se cresce la preoccupazione di tutti per il fatto che non si hanno notizie di lui, dall’altro auspichiamo che questa mobilitazione collettiva possa fargli sentire quella solidarietà e incoraggiarlo a tornare a casa”. Sono state annunciate anche altre presenze all’incontro di giovedì e per il Sindaco Vincenzo Iaccarino “…si tratta della prova di una grande sensibilità collettiva che deve aiutare i giovani a sviluppare gli anticorpi verso questa patologia sociale pericolosa”.