Piano di Sorrento, ritorno all’Anagrafe di Antonino Aversa

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Antonino Aversa foto©PinP

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PIANO DI SORRENTO – Potrebbe anche non essere una notizia…invece lo è soprattutto perchè il protagonista di questa vicenda è un dipendente pubblico e, con l’aria che tira nei riguardi di questa categoria, scovarne uno che festeggia per essere riuscito a ritornare nel proprio ufficio d’origine è merce rara, quindi meritevole di attenzione. Si tratta di Antonino Aversa, dipendente del Comune di Piano di Sorrento che dal 1979 al 2014 ha lavorato come addetto ai servizi demografici al primo piano del Comune con le deleghe all’anagrafe e allo stato civile, forte di un titolo abilitativo del Ministero dell’Interno e dell’iscrizione all’Albo degli ufficiali di stato civile. Insomma una carriera nata e sviluppatasi in un settore che ne hanno fatto un esperto conoscitore della matera e di conseguenza dell’intera comunità carottese per le specifiche mansioni svolte.

Un’esperienza che nel febbraio del 2014 veniva improvvisamente stroncata dalla decisione dell’allora vice sindaco Salvatore Cappiello di promuovere un turnover del personale addetto ad alcuni uffici e che vedeva Aversa trasferito addirittura all’Ufficio Tecnico Comunale, cioè in un settore lontano anni luce dalla sua formazione, vocazione ed esperienza professionale. Trasferimento perciò vissuto alla stregua di una mortificazione soprattutto per l’incapacità di riuscire ad adattarsi a mansioni tanto diverse senza neanche il conforto di una specifica formazione nel settore tecnico-urbanistico. La vicenda, che all’epoca interessò anche altri dipendenti del Comune, finì con l’esasperare la crisi interna all’allora maggioranza del sindaco Giovanni Ruggiero che di lì a poco avrebbe perso Vincenzo Iaccarino che nel 2016 è stato eletto sindaco del paese. Sono trascorsi otto mesi dalle elezioni e nell’ambito del riassetto degli uffici e del personale Aversa ha ottenuto il reintegro nell’Ufficio Anagrafe verso il quale nutre un autentico amore: “Ringrazio l’Amministrazione per la fiducia accordatami e farò, come sempre, del mio meglio per non deludere le aspettative di nessuno“. Finisce così che l’attaccamento al proprio lavoro, in una stagione di abusi e di soprusi, acquista il sapore di una novità.