Sulla costituenda Azienda Speciale per i Servizi Sociali interviene “Insieme per Sorrento”

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Rosario Fiorentino

Rosario Fiorentino

Dopo il forfait del Comune di Vico Equense che ha fatto un passo in dietro sull’adesione alla costituenda azienda speciale per la gestione consortile dei servizi sociali, ieri è stata la volta del Comune di Piano di Sorrento che all’ultimo minuto, quando si doveva discutere l’argomento in Consiglio comunale, ha fatto dietro front a seguito del parere legale espresso sull’argomento e alle perplessità palesate. Si rinvia tutto all’anno nuovo tra mille incongite, altrettanti dubbi e rapporti sempre meno idilliaci tra i primi cittadini della Penisola Sorrentina. Oggi sull’argomento interviene la lista “Insieme per Sorrento” che ha sviluppato una serie di riflessioni sicuramente meritevoli di attenzione. Pubblichiamo la prima parte di questo intervento.

“Una prima riflessione sulla costituenda Azienda Speciale Penisola Sorrentina. Dopo la chiara presa di posizione del sindaco di Vico Equense a favore dei cittadini e dei più deboli e non aderire a sto “carrozzone”, ieri il Consiglio Comunale di Piano di Sorrento rinvia l’argomento per maggior approfondimento atteso il parere legale che ha ulteriormente posto alcuni interrogativi. La minoranza a Sorrento mette nero su bianco sulle delicate questioni legate al danno erariale e patrimoniale.
Intanto dalla lettura del testo sembra che oltre alle politiche sociali, la costituenda società si interessa di lavoro e di politiche educative. Obbligatoria una vasta ridefinizione della dotazione organica con la soppressione di tutti i servizi che vengono esternalizzati. Tempi lunghissimi, lievitazione dei costi e delle spese, etc , etc , etc. Eppure le non tanto recenti scelte debbono far riflettere: con GORI e Penisola Verde il personale comunale fu trasferito. Senza voler esprime giudizi per il lavoro fin qui svolto dal Coordinatore del’Ufficio di Piano di Zona dott. Gennaro Izzo, consideriamo in particolare che la forma associativa della convenzione tra Comuni è obiettivamente disagevole e non più idonea ad assicurare un’efficiente gestione dei servizi sociali in maniera associata e sulla base delle attuali complesse normative anticorruzione e sulla trasparenza.

Su tale aspetto, nonostante la precedente considerazione, appare necessario e quindi meritano approfondimento ed un accorto esame le ultime gare espletate. Epilogo di 15 e più anni di gestione (basta leggere gli affidamenti, le risorse corrisposte e le assunzioni effettuate). In più c’è anche la complessa questione relativa ai servizi sociosanitari: essi infatti richiedono anche elevate capacità professionali in termini di rilevazione del bisogno, di gestione delle risorse finanziarie occorrenti, di efficaci risposte al bisogno stesso da fornire al cittadino utente.
La stessa Assessora all’Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania ribadisce con forza la assoluta necessità di arrivare a forme più evolute di Associazione tra Comuni. D’altra parte ciò è previsto dalla normativa regionale in materia (cfr. L. R. 11/2007 e ss.mm. e ii. che richiedeva la costituzione di organismi sovracomunali di gestione dei servizi in base al TUEL n. 267/00 entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge Regionale medesima).
Nel documento sottoposto alla nostra attenzione e che descrive e costruisce il percorso per arrivare alla costituzione dell’A.S.P.S. (Azienda Speciale Penisola Sorrentina) vi sono gravi carenze in termini di analisi della situazione che ha caratterizzato la gestione associata dei servizi sociali e sociosanitari dal 2001 ad oggi, carenze ed omissioni contabili che rendono il provvedimento completamente illegittimo.

Nel passato vari funzionari e dipendenti dei Comuni Associati sono stati distaccati presso l’Ufficio di Piano di Zona, ma nessuno di loro, purtroppo, ne fa più parte.
L’A.S.P.S si pone obiettivi ambiziosi, oltre alla gestione dei servizi sociali e sociosanitari, individua altri spazi quali le politiche attive per il lavoro, i servizi educativi ecc., ma per realizzare concretamente tutto ciò:
• Non esiste o almeno non è a nostra conoscenza alcun piano industriale relativo a tale nuova Azienda. Manca l’indispensabile.
• Nulla si dice sulla opportunità di utilizzare personale apicale e non dei Comuni Associati, personale che tra l’altro possiede adeguata conoscenza del Territorio e competenze tecniche preziose per raggiungere obiettivi vari e complessi quali quelli individuati.
• Nulla si dice sul fatto che tale utilizzo del personale apicale è avvenuto nel passato, ma che attualmente non è di fatto operativo. Sottoutilizzato .
• Si parla di questa nuova Azienda Speciale che dovrebbe garantire una gestione efficiente ed efficace, ma si trascura di dire che lo stesso TUEL n. 267/00 consente ai Comuni che danno vita ad un nuovo organismo di trasferire le risorse umane occorrenti
• Ad esse si possono aggiungere altri dipendenti da affiancare al Direttore Generale e alla complessa macchina amministrativa che si ipotizza.
• In caso contrario è legittimo pensare ad una lievitazione dei costi impropria, oltre ad una grave ripetizione di errori del passato che non facilitano il raggiungimento di obiettivi corretti ma sicuramente molto ambiziosi

In conclusione si ritengono prioritarie le seguenti azioni: costituire uno staff tecnico che in via preliminare svolga una congrua e motivata istruttoria condivisa dove tra l’altro si :
• effettui una attenta analisi – condivisa da tutti i soggetti interessati alla assunzione di una decisione – dei 15 anni di storia della gestione associata del Piano di Zona individuando criticità e dati positivi;
• Attui una ricognizione puntuale delle risorse professionali presenti nel Settore Sociale ed altri dei Comuni Associati da utilizzare eventualmente nei Servizi per una ulteriore razionalizzazione dei costi ed un miglioramento della qualità dei servizi stessi;
• Individui le forme di distacco del personale apicale e non più efficaci ;
• Individui il fabbisogno effettivo del personale da impiegare;
• Elabori un articolato Piano industriale (con annessa puntuale analisi dei costi e individuazione delle risorse che ponga le basi di una solida Azienda Speciale Penisola Sorrentina;
• Solo dopo tale iter procedimentale i Consigli Comunali possono valutare il da farsi. Resta importante anche gli indirizzi del Governo che puntano ad una drastica riduzione delle società miste e partecipate per una chiara inversione di tendenza sui costi e le spese che si duplicano. Infine, ma non per importanza, sono tutti gli atti amministrativi che si devono adottare in contemporanea se non prima a partire dalla dotazione organica e ciò non solo per il danno erariale, ma per credere davvero nei dati contabili che si inseriscono.