Anche Meta avrà il suo mercato rionale….slitta la Bolkestein

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Giuseppe Tito

Giuseppe Tito

Francesco Parisi

Francesco Parisi

META – La decisione del Consiglio comunale di istituire il mercato rionale settimanale nell’area di Via Ruggiero fa tramontare ogni prospettiva di razionalizzare il commercio ambulante in Penisola Sorrentina secondo la proposta avanzata alcune settimane fa da Franco Parisi, presidente dell’Ascom di Sorrento. Non solo perchè aggiunge un’altra “piazza di vendita” alle tante già assegnate a questa tipologia di operatori commerciali, quanto perchè è sfumata nell’immediata anche la prospettiva di una nuova regolamentazione di tutto il comparto a partire dal prossimo mese di luglio quando sarebbe entrata in vigore la Direttiva Bolkestein con la decadenza delle concessioni agli ambulanti e la loro riassegnazione secondo criteri di competitività a livello europeo.

Infatti nel “milleproroghe” di fine anno il Governo-Gentiloni ha rinviato di tre anni e mezzo la scadenza delle concessioni ambulanti per cui il termine slitta dal luglio 2017 alla fine del 2020 per «allineare le scadenze garantendo omogeneità nella gestione delle procedure di assegnazione nel rispetto dei principi della concorrenza». In sostanza viene sospesa l’applicazione della direttiva che prevede l’obbligo di mettere a gara le concessioni pubbliche. Oltre al danno la beffa per il commercio a posto fisso che non solo perde l’occasione per richiamare le Amministrazioni locali a una razionalizzazione di questi mercati, ma se ne vede aggiungere un altro – a Meta – che praticamente elimina ogni possibilità di ridimensionare un’attività che, a conti fatti, gode di molte più garanzie e capacità di interlocuzione con la politica rispetto agli operatori a posto fisso.

Per il Sindaco di Meta di stratta di un’occasione per incrementare, su base annua, di circa di 200mila euro le entrate comunali con i proventi derivanti dall’occupazione del suolo pubblico e questo soddisfa, naturalmente, le esigenze contabili dell’ente. Per il commercio a posto fisso il 2017 si presenta ancora più critico che non negli anni passati come lo dimostra la circostanza che ad ogni esercizio commerciale che chiude i battenti in tutta la Penisola Sorrentina non segue l’avvio di nuove attività. Col risultato che ci si ritrovano saracinesche chiuse un po’ ovunque con una frequenza che, a Piano di Sorrento per esempio, ha raggiunto livelli senza precedenti mortificando la storica identità e vocazione commerciale della cittadina. Un ridimensionamento razionalizzato dei mercati settimanali avrebbe potuto rappresentare anche l’occasione per dare nuovo slancio ad attività che rischiano davvero di chiudere i battenti anche per gli oneri sempre più insostenibili che gravano sul commercio a posto fisso rispetto agli ambulanti. Senza considerare che, come già avvenuto, molti locali rischiano di passare nelle mani di un’imprenditoria cinese che, dopo qualche primo, timido approccio, sta rivalutando la fattibilità di insediarsi sul mercato peninsulare.