Sempre a proposito di alberi da abbattere, le ragioni del WWF a tutela delle piante

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Avv. Francesco Esposito e il Sindaco Iaccarino

Avv. Francesco Esposito e il Sindaco Iaccarino

Sabato mattina a Piano di Sorrento in Villa Fondi si sono dati appuntamento col Sindaco gli Assessori Pasquale D’Aniello e Costantino Russo insieme a Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del Tirreno per valutare la situazione dei pini da abbattere al centro di numerose polemiche e opposte prese di posizione, un’eredità dell’Amministrazione-Ruggiero che il Sindaco Vincenzo Iaccarino ha deciso di verificare per decidere la strada migliore da intraprendersi per riaprire al pubblico l’area attualmente interdetta del parco. All’incontro ha partecipato anche l’agronoma Elena De Marco che ha redatto una perizia per conto del Comune di Piano che attesta la pericolosità degli alberi e che è stata confermata anche da una perizia dell’Università di Nappoli, mentre il WWF sostiene che solo due pini possono essere abbattuti perchè morti mentre gli altri due possono essere recuperati e messi in sicurezza. Alla fine la decisione sarà assunto dopo che anche il WWF avrà documentato le proprie tesi, ma per l’Associazione ambientalista ormai la lotta a difesa del patrimonio arboreo peninsulare non conosce tregua e proprio in questi giorni d’Esposito ha riacceso i riflettori sul pino monumentale della Via Meta Amalfi con un comunicato che riportiamo integralmente in quanto ricostruisce munuziosamente la vicenda. Sul posto è sopraggiunto anche l’avv. Francesco Saverio Esposito, ex assessore nella giunta-Nastro e principale artecifice della ricostruzione della Villa, il quale ha espresso tutto il proprio disappunto per lo stato in cui versa il parco dopo i lavori che sono stati effettuati praticamente asportando un ingente quantità di piante come appare evidente a chi conosceva lo stato preesistente dei luoghi e come lo testimoniano fotografie dei luoghi ormai privi di piante e alberi anche pregiati. “Uno sfregio – è stato il commento secco di Espositoe non so come si potrà recuperare questo patrimonio per lasciarlo in eredità ai nostri nipoti“.

Il Pino di Via Meta Amalfi

Il Pino di Via Meta Amalfi

Nell’attesa che il WWF faccia il punto su questi pini a rischio abbattimento, d’Esposito ha acceso i riflettori sul caso del pino secolare di via meta amalfi al centro di un querelle. ” E’ stato finalmente eliminato il vaso della discordia: era lesionato e incombeva pericolosamente sulla carreggiata!!! Ma secondo il tecnico agronomo incaricato dalla proprietaria del monumentale Pino, la contessa Maria Vittoria Colonna, la causa delle lesioni del vaso (oggetto di una diffida da parte dell’ANAS e poi del Comune per eliminare il pericolo) erano dovute “alle radici della pianta” che crescendo avrebbero spaccato l’anfora in mattoncini di cotto!!!  Da qui la richiesta all’eliminazione del secolare albero di Pino che si erge sulla statale 163 da circa 50 anni secondo il tecnico di parte … da ben oltre 120 anni come dimostrato invece dal WWF.

“Le radici che hanno sconnesso l’artistico vaso dall’interno appartenevano ad una vigorosa edera come abbiamo sempre sostenuto e come appare palese adesso che la parte pericolante dell’anfora è stata rimossa. Credere o dare ad intendere che un pino di 15 metri possa crescere da dentro ad un anfora è da dementi!!!” Ma a dar manforte alla tesi dell’abbattimento della pianta sono stati coinvolti ben due avvocati, tirati in ballo dalla proprietaria per fare pressing sugli enti preposti ed ottenere le autorizzazioni al taglio.
“Quell’albero non è pericoloso, non si sta inclinando, non è malato e nemmeno infestato da insetti che ne minerebbero la stabilità – chiarisce il Presidente del WWF Terre del Tirreno Claudio d’Esposito – le motivazioni avvallate nella perizia di parte per chiederne l’abbattimento sono tanto superficiali quanto risibili e pretestuose. Per tali ragioni abbiamo prodotto una dettagliata controperizia e inviato il tutto all’Ordine degli Agronomi per le valutazioni del caso. Non è possibile nè accettabile che un esperto in materia si debba ogni volta inventare perizie pretestuose per avvallare situazioni di pericolo spesso inesistenti pur di accontentare il committente di turno!!! A pagarne le conseguenze di tali incauti tecnici anche stavolta è uno stupendo monumento arboreo, un Pinus Pinea che da oltre un secolo fa parte integrante del paesaggio e della geografia dei luoghi, visibile da chiunque percorri la strada panoramica che conduce lungo la costiera amalfitana.”

luglio 2016 (2)Il Comune a seguito degli approfondimenti scientifici del WWF ha inibito l’autorizzazione al taglio ed anche la Soprintendenza che aveva dato il nulla osta all’abbattimento, in seguito a sopraggiunte perplessità sul reale stato vegetativo dell’albero sollevate dal WWF, nello spirito di collaborazione ha fatto dietro-front rilanciando la palla all’Orto Botanico di Napoli che dovrebbe esprimersi con i suoi esperti. Nel frattempo arriva un parere geologico richiesto dal WWF che, senza se e senza ma, chiarisce che:
“L’area è soggetta a fenomenologie da frana in materiale flischoide (marne ed argille) e dunque la presenza o assenza improvvisa con taglio antropico potrebbe generare un peggioramento nella stabilità dell’area.
L’eventuale azzardato abbattimento dell’albero, qualora messo in atto, rischia di costituire un grave pericolo per l’equilibrio idrogeologico del sito. L’intervento di eliminazione della pianta deve in ogni caso rispondere alle Norme di Attuazione dell’Autorità di Bacino Campania Sud ed in particolare va inquadrato per quanto previsto all’art. 13 comma 5 e comma 6 lett. C, ovvero deve provare che “non costituisce in alcun caso un fattore di aumento del rischio da dissesti da versante” e, deve essere quindi supportato con un più ampio progetto di bonifica e risanamento del versante, e con uno studio di verifica di compatibilità da sottoporre a parere dell’Autorità di Bacino.”
Ma c’è un’altra possibilità che ha il grande pino per sopravvivere: la proprietà ha chiesto al WWF di farsene carico con un atto notarile di donazione … si sta valutando ora se l’associazione del panda potrà adottare tale monumento vegetale e salvaguardarlo per le future generazioni!!!
Nel frattempo, in ottemperanza agli obiettivi della Legge 10 del 2013, il WWF ha chiesto all’amministrazione comunale di procedere all’immediato censimento dell’albero secolare promuovendo ogni atto necessario e propedeutico all’apposizione del vincolo storico- monumentale.