A Meta è corpo a corpo tra Tito, la Barba e Trapani…E la Viggiano fomenta lo scontro!

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metropolis barbaMETA – Nelle cronache del week-end ha tenuto banco e promette altre scintille lo scontro politico in atto tra il Sindaco Giuseppe Tito, l’ex assessore e oggi consigliere indipendente Susanna Barba e il segretario del locale circolo PD ed ex sindaco Paolo Trapani cui si aggiungono le “incursioni” di Antonella Viggiano smaniosa di restare al passo con gli altri tre protagonisti di questa querelle politica che prelude alla lunga corsa verso le prossime amministrative. Le critiche all’operato del Primo Cittadino da parte della Barba e di Trapani sulla gestione dell’emergenza balneari-circumvesuviana, e non solo, non sono andate giù al Sindaco che nell’ultimo consiglio comunale ci è andato duro contro i suoi oppositori accusandoli di aver ordito un complotto ai suoi danni e lanciando qualche accusa al vetriolo alla Barba che ha finito col gettare altra benzina sul fuoco.

E’ SCONTRO TITO-TRAPANI SOTTO L’EGIDA PD

Giuseppe Tito

Giuseppe Tito

Paolo Trapani

Paolo Trapani

A un osservatore attento non sfuggono alcuni particolari che meritano di essere approfonditi. Si comincia dal fatto che Sindaco e Segretario PD si parlano solo attraverso i media alimentando uno scontro che rischia di compromettere ulteriormente il rapporto, l’immagine di Tito e dell’Amministrazione. Non solo, ma anche di inficiarne l’operato, che qualche lacuna oggettivamente la presenta, e pregiudicando il tentativo di sviluppare un protagonismo politico del Partito che legittimamente aspira a svolgere il proprio ruolo nel Paese amministrato da un sindaco PD. Per Trapani l’assenza di confronto interno è dovuta al fatto che Tito, nonostante sia un iscritto al PD come altri consiglieri di maggioranza (è anche dirigente provinciale), diserta gli appuntamenti di partito e si rifiuta di costituire un gruppo consiliare del PD individuato invece dal Segretario come una scelta qualificante per valorizzare l’immagine del partito nell’unica realtà dove il PD ha responsabilità di governo. Il che, a volerla dire tutta, non può assolutamente essere considerata un’interferenza o un’ostilità nei riguardi del Sindaco e della Giunta, piuttosto un rafforzamento dell’azione di governo. Per questo Trapani parla di una specie di “disinnamoramento di Tito nei riguardi del PD” e non riesce a farsene una ragione! Qualunque segretario di partito lavora con l’obiettivo di far crescere il consenso verso la propria parte politica, non certo di ridimensionarlo! Invece Tito sembra contrario alla formazione del gruppo e al consolidamento del PD fino a giungere ad accusare apertamente Trapani di ordire un complotto ai suoi danni addirittura con la complicità della consigliera indipendente Susanna Barba.

TITO-BARBA: E’ SCONTRO ALL’ARMA BIANCA

Giuseppe Tito

Giuseppe Tito

Susanna Barba

Susanna Barba

L’insofferenza del Sindaco nei riguardi della consigliera Barba è esplosa dirompente nell’ultimo consiglio comunale dove la discussione è degenerata fino al punto che Tito si è lasciato sfuggire di bocca una frase enigmatica su una persona che gli sarebbe stata presentata dalla Barba ma senza contestualizzare il fatto e spiegarne le ragioni. Apriti cielo! L’ex Assessore ha replicato al Sindaco di chiarire la sua dichiarazione, altrimenti offensiva e lesiva della sua immagine e reputazione, ma Tito non ha spiegato di più né fornito l’identità di questa persona, mentre ha dichiarato di essersi pentito di aver candidato nella sua lista la Barba. L’avvocato allora ha spiegato al Sindaco che forse è stata proprio la sua candidatura a permettere alla sua lista di vincere le elezioni visto il consenso raccolto. Insomma uno scontro nel quale si è inserita la consigliera Antonella Viggiano con l’intento di approfittare della situazione per rivendicare a sé e al suo gruppo il ruolo di “opposizione responsabile e coerente” e proseguendo la polemica anche su facebook sollecitata da Lauro Gargiulo.

BARBA: “ANTONELLA STAI SERENA”…

Antonella Viggiano

Antonella Viggiano

Insomma tutti contro la Barba anche se la Consigliera sembra per nulla intimidita, anzi sicura del fatto suo tanto da voler chiarire ancora una volta la sua posizione: “Non so assolutamente a che cosa si sia voluto riferire Tito e quest’insinuazione gratuita la giudico molto grave se non sarà spiegata dal Sindaco visto che anche la collega Viggiano ne ha approfittato per colpirmi a prescindere dalla verità dei fatti e dall’eventuale significato degli stessi se ciò risultasse vero, ma non lo è! A lei voglio dire solo: Antonella stai serena! Ognuno fa la propria parte e io non sono mossa da altro sentimento se non quello di tutelare gli interessi del mio paese e di dar voce ai tanti cittadini che non trovano altri riferimenti per interfacciarsi con il Comune. A me non interessano mediazioni o incarichi, ma solo svolgere in scienza e coscienza il mio lavoro di amministratore che, lo ricordo a chi se ne fosse scordato, è svincolato da logiche di appartenenza e soprattutto dev’essere svolto nell’interesse di Meta.

Tant’è che come consigliere indipendente discuto e voto in consiglio sulla base della qualità e dei contenuti delle proposte, a prescindere se sono presentate dalla maggioranza o dalla minoranza. Per quanto concerne invece l’accusa di aver ordito un complotto con il Dr. Trapani ai danni del Sindaco si tratta di un’altra menzogna gratuita: Tito si sente accerchiato dalle critiche e la vuole buttare nel complotto invece di dar conto nel merito del proprio operato. L’Opposizione vede col fumo negli occhi l’azione politica di Trapani e quindi il loro è un atteggiamento di difesa da Trapani che concretizzano addirittura sostenendo Tito. Insomma quando si è trattato di rivolgersi all’ANAC o al Prefetto io l’ho fatto senza problemi, invocando trasparenza e legittimità degli atti. Non so come si regolano gli altri, ma io rispetto sempre, anche quando non sono d’accordo, le scelte e i comportamenti altrui con la libertà di criticarli, ma mai per fatto personale o su fatti privati”.

Il ruolo della Barba nel consiglio comunale, ci spiega, resta ancorato alla salvaguardia del principio che l’azione amministrativa debba essere diretta alla tutela del pubblico interesse: “C’è una metà del paese che non ha votato per Tito e che si identifica sempre di meno in un certo modo di fare opposizione per veder riequilibrati i rapporti di forze in Comune – spiega la Consigliera – Se questa gente si rivolge sempre di più e sempre più frequentemente alla sottoscritta una ragione ci dovrà pur essere. Non per questo io delegittimo od offendo qualcuno: faccio solo il mio dovere e rendo conto in tutte le sedi del mio operato. Una cosa però non la posso accettare: non è reato di “lesa maestà” non essere d’accordo con il Sindaco o con altri! Esporre le proprie idee e confrontarle criticamente credo invece rappresenti un’occasione di crescita per tutti, mentre per qualcuno si diventa nemici per il solo fatto di pensarla diversamente. Me ne farò una ragione…”.