Vico Equense alle urne, svanisce la speranza di Andrea Buonocore

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Andrea Buonocore

Andrea Buonocore

VICO EQUENSE – “Persone che reputavo amiche mi hanno condotto ad una ingiusta condanna, un’aula di tribunale ha bocciato la mia candidatura a Sindaco, privando il popolo sovrano di una scelta libera e democratica. Hanno preferito abbattere l’avversario a carte bollate sottraendolo al confronto democratico e al giudizio dell’elettorato. Il popolo vede ma non comprende, osserva ma non giustifica, sente ma non ascolta. Ringrazio le centinaia di persone che, nella diversità dei modi, mi hanno testimoniato il loro affetto e la loro vicinanza, rendendo queste ore della mia vita meno buie e dolorose: non vi deluderò! Torno al mio lavoro con l’impegno e la professionalità che mi hanno sempre caratterizzato: ascolterò le vostre storie, i vostri problemi, i vostri affanni senza avere la pretesa di risolvere tutto ma con la certezza che quando serve, sarò vicino a voi, sempre. Affido a Maria Santissima, che oggi abbiamo venerato col titolo di Santa Maria a Chieia, questo mio momento di particolare sofferenza, certo che presto tutto passerà ed auguro alla mia Città, che ho amato e servito e che servirò sino all’ultimo giorno del mio mandato, una serena campagna elettorale!“.

Con questo commento pubblicato in tarda serata sul suo profilo Fb, Andrea Buonocore fa calare il sipario sulla “candidatura a sindaco bocciata” e quindi sulla sua uscita e quella dei suoi sostenitori dalla scena elettorale vicana. Rammarico legittimo perchè alle elezioni promozioni e bocciature devono assegnarle gli elettori ai quali spetta di scegliere candidati e programmi. Va anche detto, però, che per partecipare a pieno titolo a una gara si devono rispettare delle regole e se queste vengono infrante, più o meno consapevolmente, è inevitabile venire esclusi dalla competizione. L’epilogo di questa vigilia elettorale è sicuramente amara, non solo per Buonocore, ma è evidente che, quando si tira troppo, la corda si spezza e a Vico è successo l’irreparabile. Le colpe ci sono e vanno riconosciute, confessate perchè presentare candidati e liste, a ben vedere, non è un’impresa tecnicamente dell’altro mondo. Quindi l’esclusione altro non è che l’inevitabile conseguenza di una serie di errori commessi per la fretta, in buona o in cattiva fede, ma fuor di dubbio in un contesto che oggettivamente ha violato etica e buon senso.