Sorrento, a proposito della rissa a Marina Grande

Stampa
Marina Grande

Marina Grande

Che la situazione fosse diventata esplosiva lo si era capito da tempo per la crescente tensione che si respira, non da oggi, nel borgo di Marina Grande dove ieri è scoppiata la rissa conclusasi con la corsa in Ospedale per le contusioni riportate da alcuni dei coinvolti e probabili epiloghi giudiziari.

La gestione delle concessioni demaniali, l’accavallarsi degli operatori con qualche prepotenza di troppo, l’azione amministrativa che non sempre è stata improntata a una reale terzietà rispetto a rivendicazioni più o meno legittime, la diffusione di pratiche commerciali-turistiche sempre più sconnesse rispetto a una programmazione d’insieme delle attività che si svolgono nel borgo, non potevano non innescare un meccanismo micidiale per gli effetti che ha prodotto e che è in grado di produrre se non si adottano politiche meno aggressive privilegiando la logica delle sinergie piuttosto che quella delle le prevaricazioni.

Come di solito avviene in questi casi, torti e ragioni non stanno mai da una sola parte. Il problema piuttosto è rappresentato dal ruolo della pubblica amministrazione sempre a metà strada tra la latitanza e il coinvolgimento interessato. I problemi veri, come per esempio quello dell’inquinamento del mare, sembrano invece lasciare indifferenti un po’ tutti visto quanto accaduto e quanto ancora può accadere nella lunga e calda estate che abbiamo davanti.