Piano di Sorrento, la Corte dei Conti condanna gli ex sindaci e un tecnico

Stampa

corte dei contiSembra una coincidenza o addirittura un monito nel momento in cui la giostra del toto-sindaco per Piano di Sorrento appare davvero fuori controllo nell’alternarsi di ipotesi, candidature più o meno attendibili, ritiri falsi e tattici. Stamane i quotidiani riferiscono della condanna in secondo grado, da parte della Corte dei Conti, di due ex sindaci di Piano e di un ex funzionario che dovranno risarcire in due 140mila euro a causa di una procedura di esproprio non perfezionata e a un contenzioso protrattosi per quasi vent’anni. Gli ex sindaci sono Gaetano Botta e Vincenzo Nastro, l’ex funzionario il geom. Giorgio Minetti ex capo dell’Utc di Piano.

Nastro ereditò dal suo predecessore la procedura di esproprio imperfetta e rimase coinvolto nel caso quasi immediatamente dopo la sua elezione a sindaco. Per lui l’esito del giudizio si è risolto prima e con un’ammenda notevolmente ridotta grazie alla rinuncia al contenzioso e al pagamento del dovuto ma in misura sostanzialmente ridotta. Botta e Minetti hanno invece proseguito nel contenzioso, forse confidando nell’assoluzione. Per loro la sentenza è stata impietosa e il risarcimento molto, molto consistente. Botta è stato sindaco di Piano per una consiliatura, fino al 1993 quando gli successe Nastro dopo la tangentopoli sorrentina che spazzò via mezzo scudo crociato pianese e peninsulare. A sua volta Nastro restò in sella per scarsi 4 anni (prima la consiliatura durava 4 anni) e gli successe Geppino Russo, suo ex vice sindaco che è riuscito nell’impresa di rimettere in sella i rampolli della DC pianese fra cui Luigi Iaccarino, Salvatore Cappiello (entrambi già in campo il primo dal 1987, il secondo dal 1993) e lo stesso Gianni Iaccarino che però ha trascorso all’opposizione la stragrande maggioranza del tempo passato in consiglio comunale.

La giustizia contabile, lenta ma inesorabile, ha fatto il suo lunghissimo corso fino ad approdare alle condanne di oggi, la qualcosa la dice lunga sui tanti provvedimenti adottati dai successori di questi due ex-sindaci anch’essi finiti sotto la lente di osservazione della Corte dei Conti fino alla gestione-Ruggiero. Praticamente a un sindaco non basta uscire dai giochi per ritenersi al riparo da contestazioni, processi e condanne che, soprattutto quando in ballo ci sono le finanze pubbliche, possono riservare sorprese molto sgradevoli. Questo episodio può forse servire agli aspiranti successori di Ruggiero per comprendere che cosa significa assumersi l’onere di guidare la Municipalità dove, anche senza colpe dirette o consapevoli, ci si può ritrovare imputati e condannati sul piano penale e soprattutto su quello contabile. Meditate gente e agite con senso di responsabilità!