Referendum, si vota fino alle 23…

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Le urne si chiuderanno alle 23 e sulla base del quorum (che si calcola sulla metà più di quello raggiunto alle ultime elezioni politiche) si saprà, a prescindere dallo spoglio, se il elezionireferendum è valido oppure no! La campagna di disinformazione-dissuefazione messa in atto dalle massime cariche dello Stato con la complicità dei media, della stragrande maggioranza dei media, ha occultato le vere ragioni di questo voto che, attenzione, è stato voluto dalla politica, cioè da ben 9 regioni. C’è quindi una ragione oggettiva per la quale sono stati ravvisati rischi per le comunità itneressate dal prolungare la durata delle concessioni ad estrarre gas e greggio alle compagnie petrolifere.

La discussione sul voto-non voto in un paese normale dovrebbe a questo punto portare all’adozione di almeno due provvedimenti. Primo: prevedere per legge che lo svolgimento di qualsiasi consultazione referendaria debba essere abbinata a qualsiasi altro tipo di consultazione elettorale purchè si svolga nello stesso anno, sottraendo così alla discrezione della politica lo sdoppiamento di date ad uso e consumo degli interessi dei governanti di turno e facendo risparmiare un sacco di quattrini allo Stato, cioè a noi. Secondo: la storia di chi dichiarando di non andare più o mai a votare anche per ostentare il proprio disprezzo verso la politica, celando così anche la comodità di non schierarsi, deve finire. Quindi se per tre elezioni consecutive non ci si reca alle urne, tale diritto va sospeso almeno per altrettante successive consultazioni. O si è cittadini a pieno titolo o si perde il diritto al voto con l’auspicio che, in questo modo, se ne possa comprendere l’importanza! Ma questo in un Paese normale…